Il Pd sfida Bonafede sulla prescrizione. E Forza Italia offre la 'sponda'

Paolo Molinari

Sospensione della prescrizione fino a due anni e sei mesi dopo la sentenza di primo grado: è questo il punto di caduta proposto dal Partito Democratico per mettere d'accordo i Cinque Stelle, favorevoli all'eliminazione 'hic et nunc' della prescrizione, e il resto della maggioranza.

Una proposta illustrata questa mattina al Nazareno durante una conferenza stampa e che arriva dopo i numerosi solleciti dei dem al ministro della Giustizia Alfonso Bonafede per un vertice di maggioranza che mettesse immediatamente fine allo scontro.

"Il Partito Democratico è per una giustizia al servizio dei cittadini, per tempi certi nei processi nei quali i colpevoli vengano condannati, agli innocenti venga riconosciuta l'innocenza e nei quali le imprese, che hanno contenziosi, possano contare su esiti rapidi. È questo il senso della nostra iniziativa che guarda agli interessi del Paese, al rispetto della certezza del diritto e della legalità", spiega dunque il segretario dem, Nicola Zingaretti che mette così l'accento sulle criticità riscontrate dal Pd da Italia Viva ma anche da diversi costituzionalisti - come il professor Sabino Cassese - nella proposta M5s.

La prima fra tutte è il venire meno, con l'eliminazione della prescrizione, del principio della ragionevole durata dei processi. Senza prescrizione ci sarebbe, insomma, il rischio che i procedimenti si dilunghino all'infinito, non avendo i pubblici ministeri delle dead line da rispettare per arrivare alla sentenza.

La proposta, sottoscritta anche dal vicesegretario Andrea Orlando e dal capogruppo alla Camera, Graziano Delrio, è già stata depositata a Montecitorio e dovrebbe essere presentata anche al Senato alla riapertura dei lavori parlamentari. "Si tratta di un articolo unico", ha spiegato il capogruppo del Pd in commissione Giustizia alla Camera, Alfredo Bazoli, in cui si propone la "sospensione del decorso di prescrizione che duri fino a due anni dopo sentenza di primo grado, estendibile fino a due anni e sei mesi, e che poi torni a decorrere in caso il processo di appello sia concluso. In caso di ricorso in Cassazione, poi, prevede la sospensione di un anno del decorso di prescrizione".

In ogni modo, "siamo disponibili a discutere purché ci sia disponibilità dal ministro Bonafede", dice ancora Bazoli. "Questa proposta ci consente una discussione all'interno della maggioranza senza equivoci - gli ha fatto eco il capogruppo del Pd in commissione Giustizia al Senato, Franco Mirabelli. "La proposta è molto semplice si inserisce nel filone della prescrizione sostanziale - ha aggiunto il sottosegretario alla Giustizia, Andrea Giorgis - La soluzione più ragionevole sarebbe stata sospendere la norma che sospende 'sine die' la prescrizione dopo il primo grado di giudizio. La riforma Orlando era già in grado di rispondere a queste difficoltà. Ora è doveroso trovare un compromesso".

Dalle opposizioni, grida allo scandalo Forza Italia che, con l'ex ministro Enrico Costa, sottolina la "faccia tosta" del Pd che "prima respinge più volte la nostra proposta provocando l'entrata in vigore dello stop alla prescrizione targato Bonafede, poi presenta un testo con gli stessi contenuti della proposta appena bocciata. L'unica differenza sta in sei mesi di sospensione in più dopo il primo grado e sei mesi in meno dopo l'appello", aggiunge Costa.

"Noi comunque andiamo avanti in modo lineare", continua l'esponente azzurro sottolineando che se il testo del Pd dovesse tramutarsi l'8 gennaio, giorno della ripresa dei lavori, in un emendamento alla proposta di Forza Italia, il partito azzurro non avrebbe alcun problema a votarlo. "Siamo tuttavia convinti che il Partito Democratico, come sempre, predichi bene, ma razzoli male. Pur di salvare il Governo, sarebbero capaci di votare contro la loro stessa proposta 10 giorni dopo averla presentata. Li sfidiamo a smentirci", conclude Costa.