Il "periodo di riflessione" nella Commissione europea

I documenti e i files di Uber hanno innescato un nuovo scandalo che passa anche da Bruxelles. Dall'inchiesta è emerso che l'ex commissaria europea Neelie Kroes avrebbe utilizzato la propria influenza per aumentare il potere lobbistico del colosso Uber. Lei nega qualsiasi illecito.

Secondo l'inchiesta Uber-files, durante il suo periodo di riflessione, la Kroes avrebbe cercato di fare pressioni sul governo olandese guidato dal primo ministro Mark Rutte per interrompere un'indagine nella sede di Uber ad Amsterdam.

Nel maggio 2016, quando il periodo di riflessione stava per scadere, l'ex eurodeputata avrebbe anche riferito a dirigente di Uber che stava cercando di organizzare un incontro tra l'azienda e un commissario dell'Unione europea, il cui nome è avvolto nell'anonimato.

"Il nostro rapporto con NK [Neelie Kroes] è altamente confidenziale", scrisse Mark MacGann, all'epoca capo lobbista di Uber in Europa, in un'e-mail ai suoi colleghi. "Il suo nome non dovrebbe mai figurare su nessun documento."

Da ottobre 2014, Bruxelles ha approvato più di 120 richieste presentate durante i periodi di riflessione. Le ONG affermano che ci sono ancora troppi casi poco chiari nella politica dell'Ue e che il codice di condotta deve essere rivisto e rafforzato.

Guardate il video qui sopra per saperne di più sul "periodo di riflessione" della Commissione europea

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