Il piano delle figlie di Laura: le forze dell'ordine non dovevano sapere nulla

·2 minuto per la lettura
Laura Ziliani
Laura Ziliani

Cellulari resettati per occultare le loro presunte colpe. Arrivati i carabinieri, Paola e Silvia Zani, assieme a Mirto Milani, avrebbero dato ai militari telefonini nuovi affermando che quelli vecchi li avevano venduti a un “marocchino in stazione”. Questo sarebbe stato il piano delle figlie e del genero di Laura Ziliani, affinché le forze dell’ordine non nutrissero sospetti nei loro confronti. Ora però i tre ragazzi sono in carcere, accusati dell’omicidio dell’ex vigilessa. Laura è scomparsa lo scorso 8 maggio da Temù, in Valcamonica. Lo scorso 8 agosto il suo cadavere è stato ritrovato, in mezzo alla vegetazione, lungo le rive del fiume Oglio. Mirto Milani è fidanzato di Silvia e presunto amante di Paola. Come le sorelle Zani, anche lui aveva consegnato ai carabinieri un cellulare nuovo. 

GUARDA ANCHE - Laura Ziliani, arrestate le figlie

Omicidio Laura Ziliani: che fine hanno fatto i cellulari degli indagati?

Secondo quanto riportato dalla Stampa, Mirto Milani, 27enne diplomato al conservatorio, avrebbe dichiarato ai carabinieri di aver venduto i cellulari “a un marocchino in stazione. Perché avevamo bisogno di soldi”. Silvia, per giustificarsi, ha dichiarato: “Ce li ha pagati duecentocinquanta euro. E ci ha anche regalato i nuovi cellulari”. Tuttavia, i militari hanno trovato le confezioni nascoste all’interno dell’appartamento. In seguito, come informa il quotidiano, un mese dopo i tre ragazzi hanno consegnato i cellulari vecchi. Peccato però fossero stati resettati!

Omicidio Laura Ziliani: la ‘vergogna’ degli indagati 

Gli indagati avrebbero giustificato il reset dei cellulari per un senso di “vergogna”. Come riportato da Open, Silvia Zani non voleva “che si sapesse che ero iscritta a un sito di scambisti”. Lo stesso il motivo presentato da Mirto Milani: “Ho sempre pensato che fosse una cosa illecita”. Il giudice per le indagini preliminari ha descritto diversi tentativi di depistaggio da parte dei tre indagati. Tentativi falliti che hanno portato, infine, i tre ragazzi in carcere. 

Omicidio Laura Ziliani: i vari depistaggi

Tra i vari tentativi di depistaggio da parte di Paola, Silvia e Mirto ricordiamo le scarpe e i jeans di Laura Ziliani seminati per Temù, una volta finite le prime ricerche. Lo scorso 25 maggio, in un caso, ci sarebbe stato un testimone oculare che li avrebbe visti tramite un binocolo alla finestra. Milani ha poi denunciato una presunta aggressione subita dinanzi alla villetta, in località Ca’ Mosché, dove il ragazzo abitava. Sul referto medico vi è scritto che il 27enne ha riportato ecchimosi e lesioni lievi. Tuttavia, i carabinieri non hanno mai trovato alcuna traccia degli aggressori. 

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli