Il piano di Trump per il Medio Oriente: "Gerusalemme Est capitale dei palestinesi"

Uno stato indipendente per i palestinesi con capitale a Gerusalemme Est. È uno dei punti del piano di pace per il Medio Oriente presentato alla Casa Bianca dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, con al suo fianco il premier israeliano, Benjamin Netanyahu. ll piano, che Netanyahu ha definito "eccezionale", prevede il congelamento delle colonie israeliane per quattro anni, la stessa tempistica offerta ad Abu Mazen, presidente dell'Autorità Nazionale Palestinese, per studiare il piano.

50 miliardi per i palestinesi

Trump, ha definito il suo piano come "una soluzione realistica a due Stati", Israele e la Palestina, che includa un territorio "contiguo" per i palestinesi se rinunciano al terrorismo. "Questa mappa raddoppierà il territorio dei palestinesi, con un capitale a Gerusalemme Est, dove gli Usa apriranno orgogliosamente un'ambasciata", ha detto il presidente Usa, che sta presentando il piano di pace per il Medio Oriente, alla Casa Bianca, insieme al premier, Benjamin Netanyahu. Trump ha aggiunto che "nessun palestinese sarà sradicato dalle sue case" ma che "ci saranno due capitali per due Stati". 

"Il mio piano è l'ultima possibilità"

Gerusalemme sarà una "città aperta che accoglie tutte le religioni", ha proseguito Trump, che ha promesso ai palestinesi aiuti per 50 miliardi di dollari. La condizione è che "venga bloccata Hamas" e si rinunci al terrore. Trump ha avvertito che il suo piano "sarà l'ultima opportunità per i palestinesi" che "meritano una vita migliore, sono stati intrappolati nel ciclo di violenza, povertà ed estremismo". "Voglio che lei sappia che se sceglierà il percorso della pace, gli Stati Uniti e altri Paesi saranno lì per lei per aiutarla, saremo lì a ogni passo", ha aggiunto il presidente degli Stati Uniti, rivolto ad Abu Mazen.

Durante la conferenza stampa, Trump a poi rivolto un ringraziamento a "Oman, Bahrein ed Emirati per il lavoro incredibile che hanno fatto e per aver inviato i loro ambasciatori". Ieri la dirigenza palestinese aveva esortato gli ambasciatori dei Paesi arabi a non partecipare alla presentazione.

Netanyahu: "Pace subito se il piano viene accettato"

La parola è poi passata al premier israeliano, il quale ha detto che se i palestinesi sono davvero pronti a fare la pace con lo Stato ebraico e ad attenersi a tutte le condizioni del piano di pace, Israele sarà pronto a negoziare subito la pace.

"Il piano offre ai palestinesi un percorso per uno Stato futuro. So che potrebbe volerci molto tempo, ma se sono in maniera genuina pronti a fare la pace, Israele ci sarà. È pronta a negoziare la pace. Spero che i palestinesi lo accettino", ha aggiunto il premier. Il movimento islamista Hamas, che controlla la striscia di Gaza, ha, da parte sua, già definito il piano "insensato".