Il piano per far tornare a casa i 600.000 turisti colpiti dal fallimento della Thomas Cook

sonia montrella

Lo storico colosso dei viaggi britannico, Thomas Cook, ha dichiarato bancarotta lasciando a piedi 600 mila viaggiatori sparsi per il mondo che ora devono tornare a casa. La CAA, la Civil Aviation Authority inglese, l'ha definita la più vasta operazione di rimpatrio mai fatta in tempo di pace. E gli ha assegnato anche un nome in codice: “Project Matterhorn”.

In sostanza, tutti i clienti di Thomas Cook che dovevano rientrare a casa nelle prossime due settimane lo potranno fare grazie ai voli charter messi a disposizione dall'agenzia dell'aviazione civile del Paese oppure saranno riprenotati su altri voli. I collegamenti speciali, riporta il Corriere della Sera, sono già iniziati lunedì mattina e non comportano costi extra grazie al meccanismo “Atol” inserito al momento della prenotazione in agenzia viaggi e che tutela i consumatori inglesi in caso di fallimento della compagnia aerea riportandoli a casa gratuitamente.

Il dipartimento dei trasporti ha comunque spiegato che “un piccolo numero” di vacanzieri potrebbero dover sborsare ulteriori soldi per acquistare un nuovo biglietto di ritorno e chiedere poi - quasi invano - il rimborso da Thomas Cook. In totale, stima il quotidiano francese Le Figaro, lascia in vacanza nel mondo 600.000 turisti, tra cui 150.000 britannici e 10.000 francesi. Il ministro dei Trasporti, Grant Shapps, ha detto che sono pronti 45 aerei charter per sostituire la flotta Thomas Cook e “la Caa prevede per stasera il rimpatrio d'almeno 14.000 persone”, spiega La Stampa

“Questo programma di rimpatrio sarà operativo solo per le prossime due settimane (fino a domenica 6 ottobre compresa)”, ricorda l'aviazione sul sito internet. E avverte: “Dopo questa data dovrai organizzare il tuo viaggio. Se hai stipulato ATOL ti verrà rimborsato il costo del nuovo volo”. Poi prosegue: “Stiamo facendo del nostro meglio per ridurre al minimo l'impatto sui passeggeri, ma prevediamo che ci saranno interruzioni significative e ritardi nei piani di viaggio”. Infine, “se hai prenotato un pacchetto vacanza tramite Thomas Cook ma il tuo volo è con un'altra compagnia aerea, potrebbe non essere interessato dai disagi e dovresti essere in grado di viaggiare come previsto. Tuttavia, altre voci del pacchetto, come l'alloggio e i trasferimenti, saranno a rischio”.

Thomas Cook ha cessato le attività nel cuore della notte dopo 178 anni di servizio, dichiarando bancarotta. Il colosso non è riuscito a salvarsi dal crack, che poteva evitare solo con un accordo di salvataggio e raccogliendo 200 milioni di sterline di finanziamento.

Il gruppo lascia ventiduemila persone (9 mila in Inghilterra) senza un lavoro. Che i giochi per Thomas Cook fossero finiti lo si era capito da tre segnali, osserva il Corriere. “Il primo: l'autorità britannica per l'aviazione civile ha noleggiato negli ultimi giorni una quarantina di aerei parcheggiandone alcuni oltremare pronti per il piano d'emergenza. Il secondo: il volo Thomas Cook MT508 Londra Gatwick-Dalaman (Turchia) delle 21.45 di domenica (ora locale) sui monitor è passato dall'indicazione del gate a ‘chiedere informazioni alla compagnia'. Il terzo: a mezzanotte in punto (l'1 in Italia) i vertici dell'aeroporto di Manchester hanno posto sotto sequestro un Airbus A321 del vettore del gruppo perché non era stato in grado di pagare migliaia di sterline di arretrati in tasse aeroportuali”.