Licenziamenti, blocco fino all'estate solo per le imprese più in crisi. Nuovi aiuti per 32 miliardi

Giuseppe Colombo
·Business editor L'Huffington Post
·2 minuto per la lettura
Italian Prime Minister Giuseppe Conte and Minister of Economy and Finance Roberto Gualtieri during the session at Senate for Communications in view of the European Council of 10 and 11 December 2020 on the reform of the European Stability Mechanism (Mes). Rome (Italy), December 9th, 2020 (Photo by Massimo Di Vita/Archivio Massimo Di Vita/Mondadori Portfolio via Getty Images) (Photo: Mondadori Portfolio via Getty Images)
Italian Prime Minister Giuseppe Conte and Minister of Economy and Finance Roberto Gualtieri during the session at Senate for Communications in view of the European Council of 10 and 11 December 2020 on the reform of the European Stability Mechanism (Mes). Rome (Italy), December 9th, 2020 (Photo by Massimo Di Vita/Archivio Massimo Di Vita/Mondadori Portfolio via Getty Images) (Photo: Mondadori Portfolio via Getty Images)

La coperta è pronta ad allungarsi, ma solo per pochi. I pochi sono tra i più colpiti dalla crisi e sono anche quelli che avranno più difficoltà a uscirne: i ristoranti, le imprese del commercio e quelle del turismo. Forse anche le fiere e il settore dei congressi. Eccola la coperta, quella che il Governo sta mettendo a punto in queste ore: diciotto nuove settimane di cassa integrazione Covid a cui affiancare un prolungamento del blocco dei licenziamenti. È in questo modo che la coperta potrà garantire una protezione ai lavoratori di queste imprese. Almeno fino all’estate non perderanno il posto.

I soldi per finanziare la coperta arriveranno con il decreto Ristori 5, il provvedimento che sarà tirato su nei prossimi giorni con il nuovo scostamento di bilancio da 32 miliardi approvato dal Consiglio dei ministri insieme a un decreto per far slittare la ripresa dell’invio delle cartelle fiscali a fine gennaio. Oltre agli aiuti alle attività colpite (circa 10 miliardi), alla sanità (più di tre miliardi, di cui 1,5 per i vaccini), a Comuni e Regioni (1 miliardo) e alla scuola, il decreto conterrà anche un nuovo sostegno alla cassa integrazione. Come anticipato da Huffpost a disposizione ci sono cinque miliardi per rifinanziare uno strumento - la cassa Covid appunto - che fin dall’inizio della pandemia ha costituito uno dei pilastri su cui si è retta la strategia di contenimento dei danni che il virus ha provocato nel mondo del lavoro. L’altro pilastro è il blocco dei licenziamenti. Insieme hanno evitato un’emorragia di migliaia di posti di lavoro e allo stesso tempo le imprese sono state sollevate (all’inizio totalmente e poi in parte) dal costo dell’ammortizzatore sociale che tradizionalmente sono tenute a sostenere insieme allo Stato. Il doppio binario marcia dal 17 marzo scorso e già questa è un’ecc...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.