"Il picco? Un numero. Ospedali strapieni, tanti morti perché curati a casa"

Federica Olivo
·Giornalista, Huffpost
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Mario Balzanelli, presidente Sis118 - l'ingresso di un reparto Covid (Photo: AOL.com)
Mario Balzanelli, presidente Sis118 - l'ingresso di un reparto Covid (Photo: AOL.com)

Il picco della seconda ondata di Covid sembra essere stato raggiunto, ma la notizia non deve rasserenare troppo gli animi. Perché questo dato, solo, non basta a far migliorare la situazione. È in sostanza questo il messaggio che filtra dalle parole di Mario Balzanelli, presidente della Sis 118: ’Il plateau raggiunto, il picco dei contagi sono solo numeri, la realtà ospedaliera è un’altra cosa: le strutture sono sature, i reparti sono strapieni, il sistema è prossimo a scoppiare. È questa la realtà di cui bisogna avere il polso. La Sis 118 chiede una condotta più responsabile da parte delle istituzioni, il governo dia ascolto a chi si occupa di emergenza urgenza, stia a sentire, non si possono disattendere i doveri istituzionali”, dice.

Anche Balzanelli si è ammalato e, guarito da ieri, racconta la sua esperienza: “Quindici giorni fa ho contratto il Covid. Ho la polmonite interstiziale-alveolare, sono andato in sepsi, blocco della funzione renale, ho avuto un’alterazione importante del muscolo cardiaco. Da ieri sono negativo. Ho vissuto la malattia che curo nei pazienti. L’alta mortalità è correlata al fatto che intercettiamo troppo tardi i pazienti, li teniamo troppo a casa con terapie blande. Quando arrivano in ospedale il loro organismo è deteriorato”. Cosa bisognerebbe fare allora? “La presa in carico del paziente Covid con problemi respiratori deve essere immediata. L’intervento deve essere standard: tutte le ambulanze devono essere fornite di ventiilatori ad alta pressione ed emogasanalizzatori per verificare con precisione le condizioni del paziente. Se vogliamo salvare le persone, davanti agli ospedali devono essere organizzate strutture recettive intermedie in attesa della presa in carico del reparto. Non si può continuare a tenere malati severi in attesa per ore dentro i mezzi di soccorso, che poi finisco...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.