Il più grande rischio per l'Ue si chiama Giuseppe Conte

Mattia Feltri
·Direttore HuffPost
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04/11/2020 Roma, Conferenza Stampa del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte sul nuovo DPCM. (Photo: Alessandro Serrano' / AGF)
04/11/2020 Roma, Conferenza Stampa del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte sul nuovo DPCM. (Photo: Alessandro Serrano' / AGF)

Nell’intervista concessa a Maurizio Molinari su Repubblica, il presidente Giuseppe Conte ha ragione quando indica lo spazio ridotto per le chiassate nazionaliste dopo l’intesa sul Next Generation Eu, per cui l’Italia intascherà 209 miliardi (127 di prestiti agevolati, 82 a fondo perduto, cioè regalati). Non ne ha altrettanta quando nega le spinte antieuropeiste del Movimento cinque stelle, oggi sottosopra per le ostilità interne, pregiudiziali ed emotive al Mes, considerato l’abile stratagemma di Berlino per togliere denari dalle tasche degli italiani e infilarli nelle banche tedesche: la qualità dell’analisi è da sabato sera in birreria, ora tarda.

Adesso – e il premier non lo ignorerà – la minaccia per l’Unione non si chiama Matteo Salvini o Giorgia Meloni e nemmeno Beppe Grillo. Si chiama Giuseppe Conte. I giornali tedeschi ricominciano a porsi qualche domanda non tanto sulla stabilità del governo, ma sulla perizia e sulla consapevolezza con cui si appresta ad amministrare la montagna di soldi. Come abbiamo scritto qui ieri, la Boersen Zeitung, giornale vicino alla Bundesbank, ha definito l’Italia una polveriera capace di far saltare in aria l’Eurozona, e il sospetto viene dalla gestione dei cento miliardi tirati fuori dalla manica (messi a debito) nel 2020 per lenire le conseguenze dell’epidemia: non soltanto in sussidi, e passi visti i tempi, ma anche per tenere in piedi quella carcassa che è Alitalia, per dare un senso agli esoterismi attorno a Ilva, per salvare una banca qui (Carige) e una là (Popolare di Bari). La domanda sottintesa è: non è che pure i 209 miliardi su cui Angela Merkel ha messo la sua reputazione finiranno in trattoria?

Bisogna sempre ricordare che l’Italia è il paese europeo che in totale (ma non rapporto al Pil) si prende il grosso del gruzzolo: al secondo posto c’è la Spag...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.