Il plauso dell'ad dell'Eni all'intervento del governo sul caro bollette

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AGI - "Bravo il governo perché è stato rapidissimo. La questione dell'aumento dei prezzi è nata da qualche settimana e immediatamente è entrato con una misura socialmente corretta, per le persone e le imprese, perché riduce la pressione e permette di avanzare". Lo ha detto l'amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, alla Italian Tech Week organizzata dal gruppo editoriale Gedi, rispondendo a una domanda sulle misure approvate dal governo contro il caro bollette.

"Il governo è assolutamente conscio che dobbiamo curare gli effetti per non far male al paziente, ma dobbiamo poi arrivare velocemente alle cause. Perché la situazione è strutturalmente debole", ha aggiunto Descalzi. "Perché abbiamo bollette alte? Perché il gas è poco e costa tanto, mentre il carbone sta vivendo una seconda-terza-quarta-quinta giovinezza. Con questa questa giustissima ansia del problema ambientale, si è modificata l'offerta senza curare la diversificazione della domanda", ha aggiunto lad dell'Eni.

"Posso aumentare le rinnovabili, è giustissimo, ma deve esserci correlazione tra domanda e offerta. Perché se la domanda rimane la stessa, a un certo punto non ho più il gas, perché ho modificato solo l'offerta. E questo deve essere fatto, perché altrimenti i sistemi si fermano".

"Sulla questione dei prezzi, il gas sta anticipando quello che potrà accadere anche sul petrolio a livello mondiale. È una cosa strutturale - spiega Descalzi - Per sei-sette anni si è investito nelle fonti tradizionali il 40-60% di quello che si investiva prima per dare energia al mondo. Bisogna invece aumentare gli investimenti nella decarbonizzazione di queste fonti, nelle rinnovabili e nelle nuove tecnologie, perché il vero breakthrough si avrà quando ci saranno delle tecnologie che permetteranno di cambiare la sorgente di energia".

Sul tema del nucleare (nelle scorse settimane il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, aveva dichiarato che in futuro se ne dovrà riparlare, essendo aumentato il livello di sicurezza degli impianti) l'amministratore delegato dell'Eni ha dichiarato: "Se guardiamo a livello teorico, abbiamo bisogno di un nucleare diverso, di quarta generazione, che però non abbiamo ancora. Ma è difficile in un Paese dove facciamo fatica a istallare dei pannelli solari pensare di poter fare una centrale nucleare. Quindi, tecnologia ok, fattibilità abbastanza complessa".

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