Il pm al Fatto: "C'è legge sulla Sicurezza Lavoro che impone l'allontanamento"

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Vaccino anti-Covid
Vaccino anti-Covid

Via alle convocazioni dei 9.750 italiani che riceveranno le prime dosi di vaccino Covid. Il 27 dicembre, il Vaccine Day europeo, le prime dosi del farmaco Pfizer-BioNTech verranno somministrate a medici e infermieri allo Spallanzani di Roma. Intanto, però, continua la discussione sull’obbligo o meno del vaccino contro il Covid. Il magistrato Raffaele Guariniello, in una intervista al Fatto Quotidiano, dice: “Tutelare la salute significa vaccinare il maggior numero possibile di persone. Non è una indicazione ‘morale’, è ciò che prevede la legge”.

“Licenziare chi non fa il vaccino”

“Nessuno può essere obbligato a un trattamento sanitario se non per disposizione di legge, previsto dalla Costituzione”, continua il pm. Poi spiega che tale legge c’è. Sarebbe il Testo unico della Sicurezza sul Lavoro che “impone al datore di lavoro di mettere a disposizione vaccini efficaci per quei lavoratori che non sono già immuni all’agente biologico, da somministrare a cura del medico competente”. Inoltre “la stessa norma impone al datore di lavoro ‘l’allontanamento temporaneo del lavoratore in caso di inidoneità alla mansione ‘su indicazione del medico competente’”.

Infine: “Lo stato di emergenza non consente i licenziamenti, il lavoratore fragile ha diritto allo smart working. Ma in futuro il problema potrebbe presentarsi. La normativa è chiara nel prevedere la messa a disposizione del vaccino, l’allontanamento e la destinazione ad altra mansione ‘ove possibile’ del lavoratore che si rifiuti inidoneo”.

Intanto, dopo il permesso di EMA alla Pzifer, è iniziato il countdown per la consegna in Italia delle prime dosi di vaccino, che saranno 9.750, prevista per il 27 dicembre, il giorno d’avvio simbolico scelto dall’Unione Europea per la campagna anti-Covid.