‘Il Po d’Amare’ a Torino, ecco i primi risultati

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Sensibilizzare sul tema dell’abbandono delle plastica. Con questo obiettivo nasce ‘Il Po d’Amare’ il progetto di prevenzione dei rifiuti galleggianti con interventi di raccolta e recupero della plastica che da un mese è stato avviato anche per la città di Torino sul fiume Po. I primi risultati della sperimentazione che per la prima volta è stata localizzata all’interno di un grande nucleo urbano, sono stati presentati in occasione di Ecomondo, il salone della green economy in corso a Rimini.  

Il progetto pilota realizzato grazie al contributo di Amiat, Iren e Corepla, è stato predisposto dalla Fondazione per lo sviluppo sostenibile, i Consorzi Castalia e Corepla con il Coordinamento dell’Autorità di Bacino distrettuale del fiume Po, il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e la collaborazione della Città di Torino. 

I primi risultati, afferma Christian Aimaro, presidente Amiat Gruppo Iren, "dimostrano che si tratta di un’iniziativa di sensibilizzazione. Il fiume sta bene e quindi non abbiamo numeri straordinari: abbiamo recuperato 29 Kg di materiale nel giro di un mese dei quali poco meno del 50% sono materiali plastici riciclabili e il resto è frazione estranea composta da materiali vari, dalle scarpe al polistirolo. I numeri dunque sono in linea con le aspettative".   

"Siamo partiti l’anno scorso facendo questa prima barriera  a Pontelagoscuro e i risultati sono stati estremamente positivi. Adesso stiamo facendo la seconda sperimentazione a Torino e la terza sarà fatta a Parma. L’obiettivo è capire da dove provengono i rifiuti, cosa poter fare per prevenire questo problema e riciclare quello che raccogliamo" conclude Antonello Ciotti, presidente consorzio Corepla.