Il pompiere-eroe morto a Rieti, il giorno prima aveva interpretato la vittima di un'esplosione

Huffington Post

Stefano Colasanti, il vigile del fuoco non in servizio morto nell'esplosione di un distributore di benzina nel reatino insieme ad un'altra persona, aveva partecipato ad un'esercitazione il giorno prima dove ha dovuto simulare la sua morte in una finta esplosione di un'autobotte, riporta il Corriere della Sera.

Il giorno prima, per la festa di Santa Barbara protettrice dei vigili del fuoco, Stefano Colasanti in caserma impersona il morto nella simulazione dello scoppio di un'autocisterna. Ieri, mentre è alla guida di un camion da Poggio Mirteto, nel Reatino, a Monterotondo per la revisione in officina, la realtà supera l'immaginazione".

Attratto dalla colonna di fumo, chiama i soccorsi e rimane in attesa per dare una mano. L'esplosione è avvenuta poco dopo l'arrivo dei suoi colleghi.

"Troppo vicino all'esplosione che lo travolge all'improvviso, con un'onda d'urto così dirompente da scaraventarlo a decina di metri di distanza. Malgrado l'esperienza nel valutare il rischio potenziale, Colasanti, come confermeranno più tardi alcuni suoi colleghi, è sopraffatto dalla dinamica imponderabile della deflagrazione".

Ancora non si conoscono i reali motivi dell'esplosione. Secondo il Corriere potrebbe essere a causa di un qualche problema durante il travaso del Gpl in un'autocisterna. Secondo Stefano Tomaselli, funzionario di guardia al comando provinciale di Roma, "i soccorritori sono stati colti di sorpresa. in casi come queasto si fa sempre una stima del rischio, ma l'evoluzione è stata talmente rapida da annullare qualsiasi previsione". I colleghi "sono molto provati, parlano poco, ma gli occhi dicono tutto... sono occhi che hanno visto la morte". La seconda vittima rimane ancora non identificata, si dovrà aspettare il test del Dna.

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