Il ponte di via Pigna si sta sgretolando: calcinacci caduti in strada

ponte via pigna

Dopo il crollo del ponte Morandi a Genova, l’osservato speciale è il ponte di via Pigna, nel Vomero. Infatti, negli ultimi giorni si sono staccati dalla struttura alcuni calcinacci e il ponte è stato picconato. A settembre, inoltre, è stata disposta la chiusura del passaggio per qualche giorno per interventi di restyling. Infine, il Comune ha stimato un ammontare di 200 mila euro necessari per i lavori di manutenzione.

Ponte di via Pigna: chiusura a settembre

Negli ultimi mesi il ponte di via Pigna ha iniziato a sgretolarsi: dalla struttura è emerso in modo visibile lo scheletro di ferro. Negli ultimi giorni, inoltre, alcuni calcinacci si sono staccati dal viadotto che collega via Simone Martini, via Gabriele Jannelli e la parte finale di via Pigna. Per questi motivi, il Comune ha disposto la chiusura del ponte (per alcuni giorni) a settembre. I lavori di ristrutturazione previsti, infine, necessiteranno di investimenti fino a 200 mila euro. L’intervento di restyling in programma prevede (come specificato su Fanpage) l’installazione di alcuni copriferri nuovi oltre a una necessaria manutenzione. Tuttavia, i tecnici del comune di Napoli sostengono che non vi siano problemi di tipo strutturale. Ricordiamo, infine, che il ponte di via Pigna è uno tra i 20 viadotti sotto osservazione dopo il crollo del ponte di Genova.

Il crollo dei calcinacci

A lanciare l’allarme sulla situazione drammatica del ponte di via Pigna-Camaldolilli sono stati i cittadini del Vomero che nelle ultime settimane hanno assistito alla caduta di alcuni calcinacci dalla struttura. Infatti, la Protezioen Civile ha disposto la spicconatura del viadotto. Nel 2018, inoltre, il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli aveva stimato in 200 mila euro la cifra necessaria per la messa a nuovo della struttura. Prima di questi sopralluoghi, però, erano intervenuti anche due esponenti dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli e Marco Gaudini. Nelle loro segnalazioni precisavano “lo sgretolamento delle parti esterne in muratura”.