Il Pontefice riprende quanti hanno dimenticato e permesso l’ennesima tragedia del mare

·2 minuto per la lettura
Papa Bergoglio
Papa Bergoglio

Papa Francesco ha voluto ricordare quelle vite inghiottite dal mare e l’indifferenza del mondo alla loro scomparsa: “Vergogna per i 130 migranti morti in mare”. Il dolore del Pontefice si è sostanziato oggi, domenica 25 aprile, dopo la preghiera mariana del Regina Coeli in Piazza San Pietro. E Papa Bergoglio, nel rimettere sul tavolo delle coscienze del mondo i 130 migranti morti nel Canale di Sicilia qualche giorno fa, non ha avuto dubbi ed ha parlato di “momento della vergogna”. Il Papa, la cui attenzione per la questione migranti è nota, lo ha fatto ricordando “la tragedia che ancora una volta si è consumata nei giorni scorsi nel Mediterraneo. 130 migranti sono morti in mare”.

“Vergogna, sono persone e vite umane”

Poi una sorta di “spiegazione empirica”, quasi a ricordare quanto l’umanità sia bussola ovvia ma cassabile: “Sono persone. Sono vite umane”. E il Papa ha chiesto “che tutti si interroghino su questa ennesima tragedia. È il momento della vergogna. Preghiamo per questi fratelli e sorelle, e per tanti che continuano a morire in questi drammatici viaggi”. Poi la fustigata ai governi nazionali e sovranazionali che hanno praticamente ignorato ogni segnale ed avvisaglia di quella tragedia annunciata: “Preghiamo anche per coloro che possono aiutare ma preferiscono guardare dall’altra parte. Preghiamo in silenzio”.

L’Europa che ha girato la testa

Una critica durissima ad un sistema di elusione dei più elementari doveri etici e di fratellanza, un attacco fortissimo al cuore dei sistemi valoriali dell’Europa che il Pontefice non ha voluto risparmiare a nessuno, impedendo che la “mistica dei problemi più grandi” (il covid) seppellisse una bontà elementare che mai deve venire meno. Poi il Papa ha chiesto che si pregasse anche chiede preghiera anche “per le vittime, in Iraq, questa notte, dell’incendio di un ospedale per i malati di Covid a Baghdad. Fino a questo momento sono 82 morti”.

Eruzioni e beati oltre oceano

Ed ha assicurato la sua preghiera, esprimendo la sua vicinanza, “per la popolazione delle isole di Sant Vincent e Granadine dove un’eruzione vulcanica sta provocando danni e disagi”. Francesco ha ricordato poi che venerdì scorso a Santa Cruz del Quiché, in Guatemala sono stati beatificati José María Gran e nove compagni martiri, tre sacerdoti e sette laici della Congregazione dei Missionari del Sacro Cuore di Gesù, “uccisi tra il 1980 e il 1991”.