"Il popolo chiede libertà", cubani in piazza a Roma e in oltre cento città del mondo

·3 minuto per la lettura

A Roma oggi in Piazza Albania, a poche centinaia di metri dalla sede diplomatica dell'Avana, e in oltre cento città del mondo già ieri e fino a domani, i cubani manifestano "a sostegno dei loro fratelli" e "per chiedere libertà" nell'isola, dove sono state vietate le 'marce civiche per il cambiamento' volute dal movimento di opposizione riunito intorno all'Associazione culturale 'Archipielago'. A Roma dalle 14.30 e fino alle 19 i dimostranti chiederanno "libertà per i prigionieri politici, libertà di espressione e di pensiero, libere elezioni, libertà per una Cuba democratica". Si tratta, per gli organizzatori, di esprimere il dissenso della piazza contro la dittatura, esprimendolo davanti all'ambasciata cubana, dando visibilità alle richieste dei cubani e informando su quanto sta accadendo. A Cuba intanto, racconta all'Adnkronos Luis Ernesto Hernandez Mena, uno dei responsabili dei gruppi cubani in Italia e vicepresidente dell'Associazione di volontariato 'Todos por Cuba' il paese ha iniziato già da ieri ad essere controllato, le strade presidiate dalle forze dell'ordine, polizia ed esercito, in vista delle manifestazioni. "Il regista Yunior Garcia Aguilera non può uscire di casa ed è stato oggetto di un atto di ripudio, una cosiddetta manifestazione spontanea organizzata dal governo contro i dissidenti, alla presenza di studenti della Feu, la Federazione studenti universitari, con personaggi filo-governativi di spicco come il giornalista Humberto Lopez".

"In altri luoghi, come la piazza Don Quijote - continua Hernandez Mena- sono state organizzate e diffuse dalla televisione cubana attività anche destinate ai bambini per celebrare la riapertura delle scuole e quella al turismo: si tratta di strategie messe in atto dalla dittatura per far vedere a chi non può informarsi attraverso i social che loro erano già sul posto, e che solo successivamente è intervenuta la protesta destinata a turbare le attività preesistenti". E' di pochi giorni fa, ricorda ancora Hernandez Mena, il messaggio pubblicato dai vescovi cattolici di Cuba nel quale si sottolinea che "ogni persona merita stima e riconoscimento della sua dignità". "Di conseguenza - vi si legge - ogni cubano dovrebbe essere in grado di esprimere e condividere liberamente e con rispetto le sue opinioni personali, i suoi pensieri o le sue convinzioni, anche quando non è d'accordo con la maggioranza. Qualsiasi atto di violenza tra di noi, sia fisico, verbale o psicologico, ferisce gravemente l'anima della nazione cubana e contribuisce ancora di più al dolore, alla sofferenza e alla tristezza delle nostre famiglie. Un'anima ferita non è in grado di costruire un futuro di speranza".

"Crediamo - prosegue Hernandez Mena - che sia sempre più urgente che i cubani siano coinvolti in un progetto nazionale che coinvolga e motivi tutti; che tenga conto delle differenze, senza esclusioni o emarginazioni. Crediamo che sia necessario attuare meccanismi in cui, senza timore di intimidazioni e rappresaglie, ogni persona possa essere ascoltata". "È essenziale attuare i cambiamenti necessari - aggiunge- tanto desiderati, che favoriscano una vita dignitosa e felice per tutti i bambini, qui, in questa nostra terra. Quanto tante famiglie cubane e la Chiesa stessa sarebbero grati, e quanta tensione sociale diminuirebbe, se ci fosse un gesto di indulgenza per coloro che sono ancora detenuti dagli eventi della scorsa estate! Ancora una volta, esortiamo tutti noi a non risparmiare alcuno sforzo per spianare la strada alla comprensione, alla riconciliazione e alla pace". "Un appello così non era mai stato lanciato", commenta in conclusione Hernandez Mena. "Anche i vescovi chiedono di non aggredire un popolo che chiede solo di manifestare per rivendicare libertà e cambiamento".

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli