Il post scatena l’indignazione di utenti e addetti ai lavori ma l’autore si giustifica: “Frase dadaista”

Marco Rizzo
Marco Rizzo

Sulla morte di Mikhail Gorbaciov tiene banco il leader del Partito Comunista Marco Rizzo che la festeggia: “La aspettavo dal ‘91”. Il post di Rizzo scatena l’indignazione di utenti e addetti ai lavori ma l’autore si giustifica: “Frase dadaista”. Insomma, la scomparsa del leader che di fatto mise fine alla Guerra Fredda e che fece “tracimare” l’Urss verso la Russia ha scatenato la gioia di Marco Rizzo.

Morte di Gorbaciov, Rizzo festeggia

Il segretario del Partito Comunista, in lizza per il voto del 25 settembre con Italia Sovrana e Popolare ha  postato su Twitter una frase con tanto di bottiglia di champagne stappata. Eccola: “Era dal 26 dicembre 1991 che avevo aspettato di stappare la migliore bottiglia che avevo…”. Quella indicata da Rizzo è la data ufficiale nella quale il Soviet delle Repubbliche ratificò le decisioni del presidente dimissionario Gorbaciov, insomma, è la data di morte dell’Urss.

Le reazioni sui social e la replica

Le reazioni degli utenti non si sono fatte attendere, una su tutte: “Poi ti chiedi perché alcune persone passano e lasciano un segno nella Storia e altre non possono nemmeno rispondere al citofono ‘sono io’ perché non verrebbero riconosciuti nemmeno dai congiunti!”. Dal canto suo fra i giornalisti il direttore de La Stampa Massimo Giannini ha tirato in ballo I Miserabili di Victor Hugo. Rizzo però non ci è stato ed ha replicato: la sua sarebbe stata “una provocazione dadaista” e i suoi accusatori sono ipocriti: “Ci sono persone che muoiono per guerra, per fame, per infortuni, per vaccini. Ogni sacro giorno. Muore uno della banda dei globalizzatori. Metti una bottiglia di spumante, senza esplicitare un nome. Si scatena l’inferno. Di chi? Dei giornaloni”.