Il posto meno sicuro quando si viaggia in auto

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Secondo i dati del Portale per la Sicurezza Stradale, nei primi sei mesi del 2018 gli incidenti stradali hanno causato 1480 morti. Sono tanti, e si capisce con questa prospettiva: 8 ogni giorno. Questo spiega perché dovrebbe esserci molta più paura a mettersi in macchina che a salire su un aereo, tenendo conto che comunque l’auto è una delle cose più utili nella nostra vita e che rinunciarvi per timore sarebbe semplicemente sciocco.

Quindi, prudenza. Sempre e comunque. Può poi essere utile sapere che una ricerca dell’Insurance Institute for Highway Safety (IIHS) ha esaminato la sicurezza dei passeggeri di un’automobile e ha scoperto che chi siede dietro potrebbe essere più a rischio di lesioni o di decesso rispetto ai passeggeri sui sedili anteriori.

Quel che sembra essere un dato sorprendente - tutti siamo portati a pensare che l’impatto si faccia sentire anzitutto su chi sta davanti - ha una sua logica, e risiede nella constatazione che le case automobilistiche hanno migliorato enormemente la sicurezza di chi guida e di chi gli sta accanto. Basti pensare alla diffusione degli airbag. Dietro, però, non c’è stato lo stesso livello di attenzione. Il rapporto ha inoltre rilevato come le cinture di sicurezza posteriori siano meno efficienti delle anteriori.

Secondo IFL Science sono stati esaminati 117 incidenti automobilistici, in cui chi stava dietro è rimasto ucciso o ferito gravemente. Per mezzo di fotografie, documenti di polizia, referti medici, inchieste sugli incidenti e rapporti autoptici, si è verificato che in moltissimi casi passeggeri seduti sui sedili posteriori hanno riportato le peggiori conseguenze. In particolare, il tipo di lesione più diffusa è stata al torace, seguita da ferite alla testa.

Lo studio ha concluso che le case automobilistiche vanno quindi sensibilizzate maggiormente sulla sicurezza di chi siede dietro, per esempio con l’installazione di limitatori di forza o di cinture di sicurezza dotate di airbag gonfiabile progettato per distribuire la forza sul busto e sul torace.