Il potere delle parole contro Putin. Russia scossa dal discorso dell'imputato Zhukov

Michela A.G. Iaccarino

“Vostro onore, più oscuro sarà il mio futuro, più ampio sarà il mio sorriso”. La parola che ha pronunciato più spesso in sua difesa il blogger russo Egor Zhukov è stata ljubov, amore. Con il volto placido e pallido rivolto alle toghe e alle sbarre, la stella 21enne del web russo, youtuber popolarissimo, è uscito dal tribunale del distretto Kuntsevsky a Mosca più vigoroso e popolare di come era entrato mesi prima. 

“Guardiamoci allo specchio, siamo diventati una nazione che ha dimenticato come assumersi responsabilità e ha dimenticato come amare”. Con lo sguardo risoluto e sereno ha arringato la sua innocenza contro le accuse di estremismo rivoltegli dalle autorità. L’amore come soluzione, salvezza e mezzo. “Amore per i deboli, i prossimi, l’umanità: questo mio desiderio, vostro onore, è un’altra ragione per cui non avrei mai istigato alla violenza online”, ha detto guardando la giudice Svetlana Ukhnaleva, ma era alla Russia intera che stava parlando.

Arrestato il 2 agosto scorso, quello che ha definito “il giorno più lungo della sua vita”, ha sentito stringere le manette della polizia moscovita intorno ai suoi polsi per aver espresso la sua opinione più volte e parallelamente, sia nel mondo digitale e che in quello reale, quando ha preso parte alle manifestazioni del 27 luglio scorso in una Capitale attraversata dalle proteste contro il Governo. Altre prove gli inquirenti le hanno trovate nei video del blog dove ha più volte ripetuto ad alta voce la stessa frase pronunciata da altre migliaia di altri ragazzi della sua età finiti in cella: “la Russia sarà libera”. 

In aula alle spalle del giovane blogger c’era Mosca: cantanti rap, attori, giornalisti, perfino il rettore della prestigiosa università che frequenta, l’alta scuola d’economia moscovita, la Hse. Le matricole hanno serrato le fila insieme ad altri giovani attivisti: tremila studenti hanno firmato una lettera di solidarietà, sottoscritta poi da duemila...

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