Il premier incaricato ha terminato il secondo giorno di consultazioni

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consultazioni draghi forza italia
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Sono terminate le consultazioni di Mario Draghi dopo la prima giornata in cui il premier incaricato di formare un governo ha ascoltato i gruppi Misti di Camera e Senato e il neonato gruppo degli europeisti. I colloqui, iniziati alle 15.30 di giovedì 4 febbraio, si concluderanno nella mattinata di sabato 6 febbraio. Oggi è stata la volta delle Autonomie (11), di Liberi e Uguali (11:45), Italia Viva (12:45), Fratelli d’Italia (15), Partito Democratico (16:15) e Forza Italia (17:30). Attesi per domani Lega e M5s.

Forza Italia: “Disponibili a fare la nostra parte”

La posizione di Forza Italia è stata espressa, al termine dell’incontro, da Antonio Tajani: “Forza Italia si aspetta un esecutivo di alto livello. Siamo pronti a fare la nostra parte e a dare un contributo, per questo abbiamo consegnato due dossier: uno relativo al piano per accedere ai fondi del Recovery e uno al piano vaccinale. Nel corso dell’incontro abbiamo approfondito una serie di aspetti programmatici sui quali ci aspettiamo iniziative adeguate“.

Pd: “Pieno sostegno a Draghi”

Il segretario dem Nicola Zingaretti, al termine dell’incontro con il primo ministro incaricato, ha espresso piena disponibilità a collaborare con Mario Draghi. Il Pd punta a costruire un nuovo modello politico: “La sfida è grande ma noi siamo pronti ad aiutare il Paese a vincerla“.

Nelle prossime ore – ha continuato il leader dem – invieremo un documento per un programma di governo forte, di lunga durata“.

Meloni: “Mai al governo con Pd, M5s e Iv”

Dopo una breve pausa, i colloqui sono ripresi intorno alle ore 15, con l’arrivo a Montecitorio della delegazione di Fratelli d’Italia. Presenti la leader Giorgia Meloni e i due capigruppo Francesco Lollobrigida e Luca Ciriani.

Giorgia Meloni ha ribadito che “Fratelli d’Italia non voterà la fiducia al governo Draghi per una ragione di merito e una di metodo che dipendono dalla sua autorevolezza e non dipendono da un giudizio nei suoi confronti. Riteniamo che gli italiani non siano cittadini di serie B e abbiano il diritto di scegliere da chi farsi rappresentare da un governo con una maggioranza omogenea. Questo è possibile solo con le elezioni e un nuovo parlamento. Il premier incaricato rischia di trovarsi con gli stessi problemi che abbiamo avuto fin qui, con una maggioranza eterogenea e un Parlamento balcanizzato. FdI non andrà mai al governo con il Pd, con il M5s e con Renzi. Il che non ci impedisce di sperare che il governo Draghi possa andare bene e di aiutare l’Italia. Speriamo di trovarci di fronte qualcuno con una voglia di ascoltare maggiore rispetto a quanto accaduto in passato. Se ci saranno provvedimenti che riteniamo utili per l’Italia li voteremo, come è successo in passato”.

Mi auguro che Draghi non voglia riconfermare il Recovery Plan” presentato dal governo precedente, ha continuato Giorgia Meloni. “Abbiamo chiesto che nel piano venga inserito il tema della natalità, del welfare, la ricostruzione delle aree terremotate, l’attenzione al marchio“.

Secondo la leader di FdI, il pericolo che si corre con un esecutivo guidato dall’ex presidente Bce è quello di “andare parecchio al ribasso” come accade “quando si cerca la sintesi tra tutto l’arco costituzionale“.

La Meloni ha poi aggiunto che ci sarà un secondo giro di consultazioni ma che Fratelli d’Italia resterà ferma nelle sue posizioni e non voterà la fiducia. “A differenza di altri, non ho certezze – ha concluso – Personalmente ho conosciuto Mario Draghi proprio oggi, dovremo aspettare per giudicarlo come primo ministro. Ma i problemi non si risolvono solo con il presidente del Consiglio, perché l’Italia è una repubblica parlamentare“.

In questo curioso panorama, FdI resta coerente e non cambia opinione a seconda della situazione. Penso che questa coerenza possa essere un valore. Capisco le valutazioni che stanno facendo altri, capisco le motivazioni dei sì e di no, non me la sento di giudicare le scelte che stanno facendo altri. Per noi la coalizione resta un valore, perché prima o poi si andrà a votare“.

Alla domanda se Draghi ha offerto ministeri a FdI, Giorgia Meloni ha negato aggiungendo: “Non li chiediamo a monte, a differenza di altri. Noi non vogliamo andare al governo con Pd, Iv e M5s. E Salvini, che con il Movimento ha già governato, dovrebbe volerci andare ancora meno di noi“.

Italia Viva: “Sostegno senza veti”

Matteo Renzi ha ricordato l’irripetibile opportunità rappresentata dal Recovery Fund (“Il nostro Paese non ha mai avuto tanti soldi da spendere”) e si è detto fiducioso per il fatto che “Mario Draghi rappresenterà l’Italia in Europa è molto importante, soprattutto nell’anno in cui la cancelliera Merkel lascerà la guida della Germania ma anche dell’Europa”. Per queste e altre ragioni Italia Viva “accoglie l’appello del presidente della Repubblica e annuncia che sosterrà il governo, indipendentemente dai nomi dei ministri, da quanti di loro saranno tecnici e quanti politici. Auspichiamo che tutte le forze politiche esprimano lo stesso atteggiamento di sostegno“.

LeU: “Mai con Lega e destra”

Al termine del colloquio, la delegazione di LeU (rappresentata da Fornaro) ha dichiarato di aver posto “una serie di priorità programmatiche“, a partire dalla lotta alla pandemia, ma anche il tema del lavoro (con la richiesta di prorogare il blocco dei licenziamenti fino alla fine dell’emergenza). A proposito del reddito di cittadinanza, “meno male che c’è” in una situazione di emergenza come quella in cui viviamo.

Fornaro ha poi sottolineato la necessità di coesione tra le forze politiche che andranno a comporre il nuovo esecutivo: il programma di governo “non è una variabile indipendente” e LeU non intende allearsi con chi ha nel suo programma la flat tax o con chi “liscia il pelo ai no vax“.

Autonomie: “Auspichiamo governo politico”

Si parte con i rappresentanti del gruppo per le Autonomie, che hanno garantito sostegno al premier incaricato Mario Draghi (“come europeisti convinti, non possiamo che dire di sì“) e hanno espresso l’auspicio che l’ex presidente della Bce riesca a formare un governo politico e non tecnico. “La cosiddetta formula Ursula sarebbe perfetta – ha precisato Julia Unterberger – Draghi in Germania ha la fama di essere più tedesco dei tedeschi, con i sud tirolesi non puo’ che esserci un feeling particolare”.

Noi con l’Italia: “Draghi figura autorevole”

A concludere la prima giornata di consultazioni sono state le componenti di Idea, Noi con l’Italia, Usei, Cambiamo e Alleanza di centro, che tramite il loro rappresentante Maurizio Lupi hanno affermato: “La sua [Draghi ndr] è una figura autorevole e forte, è una risorsa e una grande opportunità per l’Italia. Lupi ha poi aggiunto: “Ci sarà un secondo incontro, un secondo giro”.

Gruppo Misto e minoranze linguistiche

La delegazione guidata da Manfred Schullian ha espresso grande soddisfazione per l’incarico conferito a Mario Draghi: “Siamo fiduciosi che avrà successo questo tentativo di formare un governo. Condividiamo in toto quello che Draghi ha espresso in merito alla sua visione europea e siamo felici di aver trovato un interlocutore con queste visione”.

Centro Democratico: “Draghi garanzia in Ue”

I rappresentanti del Centro Democratico hanno ascoltato le intenzioni di Draghi, a partire dalla lotta alla pandemia e dalla campagna di vaccinazione, e sono certi che l’ex presidente della BCE sia “una garanzia straordinaria” per l’Italia in Unione Europea. “Noi abbiamo detto al presidente Draghi che non abbiamo condizioni da porre, non vogliamo essere ridicoli. Siamo consapevoli che può essere una svolta importante, confidiamo in questo” ha concluso la delegazione.

Maie-Psi: “Appoggio al premier incaricato”

Antonio Tasso, rappresentante della delegazione del Maie alla Camera, al termine del colloquio con il premier incaricato ha preferito evitare di soffermarsi sulle “cause di una crisi inopportuna che non abbiamo appoggiato né incoraggiato. Ci interessa andare avanti. Pertanto abbiamo accolto la richiesta del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e cogliamo con grande apprezzamento le parole del presidente del Consiglio dimissionario Giuseppe Conte, che abbiamo sostenuto in ogni occasione. Dichiaro qui il nostro appoggio al premier incaricato Mario Draghi. Preferiamo che il governo abbia una connotazione politica e chiediamo grande attenzione ai nostri connazionali all’estero“.

Il Psi ha riferito di aver presentato a Draghi “preoccupazioni che coincidono con quelle del presidente della Repubblica. Il Psi sostiene l’esigenza di un governo autorevole, non saremo indifferenti all’appello del Capo dello Stato“.

Bonino e Calenda a sostegno del nuovo governo

La senatrice Emma Bonino, in rappresentanza della delegazione di +Europa e Radicali dei gruppi misti delle due Camere, ha assicurato “il più ampio sostegno e convinto al tentativo che sta facendo il presidente Draghi“.

Anche il leader di Azione, Carlo Calenda, ha espresso “sostegno pieno e incondizionato. Al termine della legislatura più pazza degli ultimi anni, la più trasformista e incoerente, l’unico atteggiamento responsabile è non mettere condizioni alla costruzione del governo“.

Il calendario completo

Giovedì 4 febbraio:

  • 15.30: Azione e +Europa

  • 16: Maie e Psi Camera

  • 16.30: Centro Democratico

  • 17: Europeisti – Maie – Centro Democratico Senato

  • 17.30: Gruppo Misto della Camera con minoranze linguistiche

  • 18: Noi con l’Italia – Cambiamo

Venerdì 5 febbraio:

  • 11: Autonomie

  • 11.45: Liberi e Uguali

  • 12.45: Italia Viva e Psi

  • 15: Fratelli d’Italia

  • 16.15: Pd

  • 17.30: Forza Italia e Udc

Sabato 6 febbraio:

  • 11: Lega

  • 12.15: Movimento 5 Stelle

Cotninuano le consultazioni di Draghi

A seguito dei colloqui con il Capo dello Stato, i Presidenti di Camera e Senato e l’ormai ex capo del governo Conte, il premier incaricato ha lasciato Roma per dirigersi verso la sua seconda casa in Umbria, a Moiano di Città della Pieve. È tornato nella capitale nella mattinata del 4 febbraio, ha raggiunto la Camera poco prima di mezzogiorno per iniziare, alle 15.30, i colloqui con i gruppi parlamentari e capire se un ipotetico esecutivo a sua guida possa avere il necessario sostegno parlamentare.

Gli obiettivi di quest’ultimo, enunciati dopo il colloquio con il Capo dello Stato, sono chiari: vincere la pandemia, completare la campagna vaccinale e rilanciare l’Italia. Resta ora da capire chi lo sosterrà e come deciderà di comporre il governo, se con tutti tecnici o con anche qualche esponente politico.