Il premier iracheno ha chiesto al Parlamento di porre fine alla presenza di truppe straniere

Il primo ministro iracheno dimissionario, Adel Abdul-Mahdi, ha chiesto al Parlamento di porre fine alla presenza di truppe straniere sul territorio dell'Iraq, durante la sessione d'emergenza convocata dopo il raid americano, in cui venerdì a Baghdad è stato ucciso il comandante iraniano Qassem Soleimani e uno dei leader delle milizie irachene filo-iraniane.

Nel suo intervento al Parlamento, riunito per discutere un disegno di legge che mira a espellere il personale militare straniero in Iraq, Mahdi ha chiesto di intraprendere le "misure necessarie" per porre fine alla presenza di queste forze, senza menzionare specificamente gli statunitensi. Il premier ha parlato di fine della fiducia, divergenza delle priorità e la mancanza di rispetto. 

L'Iraq inoltre ha detto di aver presentato una denuncia al Consiglio di Sicurezza Onu contro gli attacchi americani sul suo territorio, che hanno ucciso il comandante iraniano Soleimani e altri esponenti di milizie irachene sostenute da Teheran. Il ministero degli Esteri ha inviato due lettere all'Onu e ha chiesto al Consiglio di Sicurezza di condannare "l'assassinio" di Soleimani. 

Il Parlamento iracheno aveva raggiunto il quorum necessario (sono presenti 170 deputati su 328) per tenere la sessione d'emergenza. Come hanno mostrato le immagini che circolano sui social, in aula i deputati hanno portato immagini di Soleimani e in molti hanno scandito slogan come "Sì, sì Soleimani", "Sì, sì al-Muhandis" (il numero due della coalizione paramilitare filo-iraniana Hashed al Shaabi, ucciso anche lui nel raid) e "No, no America", "No, no Israele".