Il premier non lascia passare le richieste del Carroccio sul coprifuoco

·3 minuto per la lettura
draghi coprifuoco 22
draghi coprifuoco 22

A margine di un Consiglio dei Ministri iniziato con un’ora di ritardo proprio a causa delle tensioni all’interno della maggioranza, il presidente del Consiglio Mario Draghi ha confermato almeno fino alla fine del mese di maggio la norma che dispone il coprifuoco alle ore 22. Secondo fonti di governo infatti, sarebbe stato proprio il premier assieme ai ministri Speranza e Franceschini a spingere per bocciare le richieste della Lega e delle regioni di spostare in avanti il coprifuoco di almeno un’ora.

Draghi conferma il coprifuoco alle 22

Una decisione che è stata accolta negativamente dagli esponenti della Lega, i quali subito dopo la conferma della norma hanno dichiarato: “Al di là del coprifuoco, non sono logiche le restrizioni per i locali al chiuso anche in zona gialla. E sono previste troppo in là alcune riaperture, con scelte illogiche e punitive per palestre e piscine. […] Bene la riapertura parziale di cinema e teatri, ma perché punire i ristoratori senza spazio esterno?. Meglio dieci persone controllate e distanziate al bar o al ristorante, che non dieci persone chiuse in un’abitazione privata”.

In Cdm i ministri della Lega si sono astenuti e non hanno votato il provvedimento sulle riaperture, provocando disappunto nel presidente del Consiglio che successivamente ha affermato: “Fatico a comprendere. Si tratta di decisioni che abbiamo preso insieme”.

Nel pomeriggio di mercoledì, la Conferenza delle regioni e delle province autonome aveva comunicato ai ministri Gelmini e Speranza la richiesta di poter far slittare il coprifuoco almeno alle ore 23, nonché di far ripartire le attività individuali in palestra al chiuso e nelle piscine all’aperto, già a partire dal prossimo 26 aprile. Il presidente della Conferenza Massimiliano Fedriga aveva infatti annunciato: “Prosegue l’attività di collaborazione istituzionale fra le Regioni e il Governo: oggi abbiamo aggiornato le ‘Linee Guida per la riapertura delle attività economiche, produttive e ricreative’, inserendo le previsioni e i protocolli che riguarderanno le attività turistiche, i congressi e i grandi eventi fieristici”.

Tra i presidenti di regione tuttavia non vi è stata unanimità. Se infatti da un lato Eugenio Giani e Stefano Bonaccini spingevano verso lo spostamento del coprifuoco, il presidente del Lazio Nicola Zingaretti si era dichiarato concorde con il parere dell’esecutivo.

Stato di emergenza prorogato fino al 31 luglio

All’interno del CdM – durato soltanto 45 minuti – è stata inoltre decisa anche la proroga dello stato di emergenza fino al prossimo 31 luglio. Il governo ha inoltre dato il via libera all’unanimità al pagamento degli stipendi di aprile per i lavoratori di Alitalia, tutto questo senza l’ok preventivo della Commissione europea.

Via libera inoltre alla riapertura delle attività fieristiche dal prossimo 15 giugno, mentre per gli spostamenti tra le regioni arriva la carta verde, sulla quale il Consiglio dei Ministri ha specificato: “Le certificazioni verdi rilasciate dagli Stati membri dell’Unione sono riconosciute valide anche in Italia. Quelle di uno Stato terzo se la vaccinazione è riconosciuta come equivalente a quella valida sul territorio nazionale”.

Salvini: “Voteremo il prossimo decreto”

Nonostante la delusione per la conferma del coprifuoco alle 22, il segretario leghista Matteo Salvini ha dichiarato che il suo partito voterà il prossimo decreto del governo se verrano incluse norme a tutela dei lavoratori: “La Lega chiede di dare fiducia agli italiani che hanno dimostrato per un anno pazienza e rispetto delle regole. Non potevamo votare un decreto che continua a imporre chiusure, coprifuoco, limitazioni. I dati sanitari fortunatamente sono in netto miglioramento: negli ultimi giorni sono migliaia i letti di ospedale che si sono liberati. Con rigidi protocolli di sicurezza, con prudenza e mantenendo le distanze, si può anzi si deve tornare a vivere e lavorare al chiuso e all’aperto. Voteremo il prossimo decreto se insieme al piano vaccinale e alla tutela della salute prevederà il ritorno alla vita e il ritorno al lavoro.