Il presidente del Copasir spiega che l’attività di chi agisce per Mosca era monitorata da tempo

Adolfo Urso, presidente Copasir
Adolfo Urso, presidente Copasir

Adolfo Urso lo ha detto molto chiaramente in una intervista a Libero: “In Italia ci sono molte spie dei russi reclutate in vari modi”. Il presidente del Copasir ha spiegato che l’attività di chi agisce per Mosca era monitorata da tempo e che nel nostro paese non mancano le spie che operano per Vladimir Putin. E il loro reclutamento? Avviene tramite “spionaggio, arruolamento e propaganda”. Nessuna allusione a quelli che lui aveva definito giornalisti “a libro paga” di Mosca, vale a dire del sospetto che alcuni addetti dell’informazione troppo in endorsement con il Cremlino siano organici ad “un’operazione di disinformazione organizzata e pensata a monte da uomini del governo russo”.

“In Italia ci sono molte spie dei russi”

Tuttavia Urso quell’osso a ben vedere non lo molla: “Da presidente del Copasir le dico che la macchina dell’informazione russa, come la cinese, è continuamente attiva. Da giornalista mi stupisco che ve ne accorgiate solo oggi”. Insomma, in Italia ci sono molte spie russe (o sei russi? Non è la stessa cosa) “e con modalità che abbiamo peraltro descritto nell’ultima relazione al Parlamento quando abbiamo affrontato il caso del militare Walter Biot”.

“Dirigenti messi a libro paga”

I criteri sarebbero quelli di “messa a libro paga di dirigenti, fake news, campagne social, attacchi cibernetici. Ripeto: in relazione alla guerra d’Ucraina avevamo riferito in Parlamento già il 9 febbraio scorso nella nostra relazione annuale, e prima ancora l’avevamo fatto il 13 gennaio per quanto riguarda nello specifico la sicurezza energetica, ben 40 giorni prima dell’invasione”.

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