Il presidente della Commissione esteri del Senato vicino alla Russia di Putin non farà passi indietro

Vito Petrocelli
Vito Petrocelli

Vito Petrocelli non molla e lo dice chiaramente anche al netto dell’espulsione dal Movimento Cinquestelle: “Io non mi dimetto e Kiev legittima i nazisti”. Il presidente della Commissione esteri del Senato considerato vicino alla Russia di Putin non farà passi indietro e lo ha detto a chiare lettere: “Dimettermi? Assolutamente no”. Insomma, Petrocelli ribadisce di non voler fare un passo indietro anche a contare il fatto che tutti e 20 i membri della Commissione abbiano rassegnato le dimissioni.

Petrocelli: “Non mi dimetto”

Di Petrocelli, per non andare troppo in iperbole, si dice che sia “non ostile alla Russia”, ma lui più che vicino a Mosca si sente molto ma molto lontano da Kiev, e lo ribadisce a Repubblica. “L’ex presidente ucraino Poroshenko ha riabilitato come eroe nazionale Stepan Bandera, il leader che combatté accanto ai nazisti durante la Seconda guerra. È come se l’Italia avesse rivalutato Mussolini. Poteva annullare l’onorificenza, invece non l’ha fatto. Anzi ha inserito il battaglione Azov nella guardia nazionale”. Ma come funzionerebbe in una ipotetica ma non remota decadenza di Petrocelli dal ruolo in Senato?

Cosa potrebbe fare la Giunta del Senato

La Giunta per il regolamento di Palazzo Madama potrebbe farlo sulla scorta delle dimissioni di tutti i suoi membri causate dalle posizioni filo-russe”. A chi toccherà l’ultima parola? Alla presidente Maria Elisabetta Alberti Casellati. Petrocelli ha chiosato su Kiev: “Era un Paese fallito ed è stato tenuto in piedi dagli americani con questo espediente. Questo lo dicevano anche i miei colleghi grillini Manlio Di Stefano e Marta Grande nella scorsa legislatura”.

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