Il presidente dell'Istituto affari internazionali commenta il discorso “smart” dello zar e lo analizza

Ferdinando Nelli Feroci
Ferdinando Nelli Feroci

Ache Ferdinando Nelli Feroci, come il politologo Ian Bremmer, ha voluto ragionare ma sul Messaggero su quello che il capo del Cremlino non ha detto e lui ci vede due temi cardine: “Apertura di Putin ed armi nucleari implicitamente escluse”. Il presidente dell’Istituto affari internazionali commenta il discorso “smart” dello zar e ci vede conferme di una linea più flebilmente possibilista. Per l’ex Commissario europeo il discorso dello Zar “è stato molto breve, con alcune conferme di cose che sapevamo già, mentre più interessante è ciò che non ha detto”.

Nelli Feroci: “Apertura di Putin”

La paura era che alla vigilia delle celebrazioni del V-Day russo il 9 maggio diventasse l’occasione “per annunciare l’ampliamento dell’offensiva, la mobilitazione generale e il passaggio dalla cosiddetta operazione militare speciale alla guerra”. Poi il tema chiave, quello della possibilità di una escalation nucleare, ma qui Nelli Feroci è come suo solito lucido ed attento: “Le minacce evocate da esponenti russi, non solo da Putin ma da membri della Duma a lui vicini, hanno riguardato armi mai viste e l’atomica”.

Il nucleare come deterrente geopolitico

“A me pare che l’allarme nucleare abbia svolto una funzione di dissuasione rispetto all’Occidente che aiuta l’Ucraina, e non comporti alcun rischio immediato. Siamo nell’ambito di deterrenza e propaganda, anche se preoccupa che Putin si sia dimostrato finora piuttosto imprevedibile”. In termini di approccio politico da parte dei paesi occidentali Nelli Feroci ha posto attenzione su Parigi: “Le parole di Macron mi sembrano orientate più al Dopoguerra. Bisogna che la Russia non esca da questo conflitto come la Germania sconfitta uscì dalla conferenza di Versailles dopo la Prima guerra mondiale”. E le mosse strategiche imminenti? “I missili su Odessa dove ieri c’era Michel, accendono un grande punto interrogativo. Putin vorrà fermarsi con l’occupazione del Donbass e del corridoio che lo lega alla Crimea, o vorrà conquistare Odessa e precludere all’Ucraina l’accesso al mare?”.

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