Il presidente Sergio Mattarella ha firmato il decreto salva-precari

decreto salva-precari bis

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha firmato il Decreto Legge 29/10/2019, conosciuto come decreto salva-precari bis. Alcune fonti ufficiali del Quirinale lo annunciano spiegando che nel provvedimento sono contenute “misure di straordinaria necessità ed urgenza”. Tra i temi inseriti, infatti, vi sono il “reclutamento del personale scolastico e degli enti di ricerca e le abilitazione dei docenti”. Ecco cosa è cambiato rispetto alla prima bozza.

Decreto salva-precari bis

Il decreto salva-precari bis è stato varato dal Consiglio dei Ministri il 10 ottobre scorso e Sergio Mattarella lo ha firmato martedì 29 ottobre. Secondo tale provvedimento, i docenti delle scuole paritarie potranno accedere al concorso straordinario solo e soltanto per ottenere l’abilitazione. Non è prevista, invece, la partecipazione per accedere a una delle 24mila cattedre a disposizione degli istituti statali con almeno 3 anni di servizio alle spalle. Sono queste le novità più rilevanti contenuti nel provvedimento. La prima bozza, invece, escludeva categoricamente dal concorso gli insegnanti delle scuola paritarie.

Un’altra importante modifica apportata alla prima bozza concerne il concorso riservato ai Dirigenti dei servizi generali e amministrativi. La partecipazione, però, è riservata ai dirigenti con almeno tre anni di servizio alle spalle e in possesso di una laurea. Secondo il Ministero dell’Istruzione tale modifica si è resa necessaria per “per evitare disparità di requisiti”.

Le reazioni

Gabriele Toccafondi, deputato di Italia viva, ha dichiarato la propria soddisfazione. “Lo abbiamo sempre detto con forza: gli insegnanti delle paritarie non sono docenti di serie B e meritano gli stessi diritti di accesso al concorso dei loro colleghi statali”.

I sindacati che avevano firmato l’intesa con il ministro Fioramonti (Cgil, Cisl, Uil, Gilda e Snals) auspicano “che dietro le ventilate questioni giuridiche non si nascondano questioni di natura politica tali da modificare i contenuti dell’intesa che va integralmente recepita nel decreto”. Inoltre, dichiarano: “Siamo in attesa del decreto, con l’auspicio che sia pubblicato nel minor tempo possibile: se le prove non si concludono entro giugno sicuramente anche il prossimo anno rimarremo con le cattedre vacanti”.