Il presidente Teodoro Obiang promulga una legge che tramuta in carcere a vita la misura

Il presidente della Guinea Equatoriale Teodoro Obiang
Il presidente della Guinea Equatoriale Teodoro Obiang

Dall’Africa occidentale arriva una scelta di civiltà fatta da un paese che non ha mai brillato nella tutela dei diritti umani: la Guinea Equatoriale abolisce la pena di morte e il capo dello stato Obiang promulga una legge che tramuta in carcere a vita la misura. La notizia è stata lanciata in queste ore dalle agenzie internazionali dopo essere stata data per prima dalla televisione di Stato.

La Guinea Equatoriale abolisce la pena di morte

L’emittente ha chiaramente citato una legge promulgata da Teodoro Obiang Nguema Mbasogo, il presidente del piccolo Paese ad altissima vocazione petrolifera dell’Africa centro-occidentale, tra i più chiusi e con il regime più autoritario del mondo. Tanto chiuso che in un empito di cesarismo l’attuale capo dello stato si fa chiamare “El Libertador”, rievocando un passato coloniale con la lingua usata e trascurando il fatto che il suo sia a tutti gli effetti uno stato di polizia.

La svolta democratica de “El Libertador”

La legge promulgata dal dittatore che ha avuto questa “botta di illuminismo” recita: “La pena di morte è totalmente abolita nella Repubblica della Guinea Equatoriale“. Il nuovo codice penale scaturito dalla legge firmata dal capo dello Stato e postata dal vicepresidente su Twitter prevede l’ergastolo ma non l’impiccagione. In Guinea l’ultima esecuzione risale al 2014, secondo Amnesty International, ma il regime è accusato “di sparizioni forzate, detenzioni arbitrarie e torture”.