Il presidente ucraino visita Chernobyl a 35 anni dal disastro

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Pripyat, 27 apr. (askanews) – A 35 anni di distanza, l’Ucraina commemora il disastro di Chernobyl, il più grave incidente della storia del nucleare civile, tra dubbi mai risolti – in particolare sul numero delle vittime causato – e volontà di ripartire. Il presidente Zelensky ha fatto visita alla centrale nucleare nei pressi di Pripyat. L’ex centro abitato più vicino – è diventata meta per turisti, tutto attorno la natura ha preso il sopravvento e il governo ucraino chiede l’iscrizione nell’albo Unesco del patrimonio mondiale e ha anche ribadito la necessità di continuare a lavorare per garantire a libello globale la sicurezza nucleare. Il 26 aprile di 35 anni fa, alle ore 1.23 locali, il reattore numero 4 dell’impianto di Chernobyl sottoposto a un test di sicurezza, esplose e l’incendio che si sviluppò ne fuse il nocciolo. Per oltre una settimana il combustibile nucleare bruciò rilasciando radioattività nell’aria, creando quella ‘nube’ che arrivò a contaminare quasi i tre quarti dell’Europa, con Ucraina, Bielorussia e Russia i Paesi più colpiti. La centrale si trovava un centinaio di chilometri a Nord di Kiev. Un mix di reticenze e sottostime della gravità dell’incidente portarono le autorità sovietiche a tacere: l’allora segretario generale del Pcus, Mikhail Gorbachev, parò pubblicamente del disastro solo il 14 maggio.

A parte i curiosi e gli amanti del rischio, gli uomini, secondo diversi studi, potranno tornare a vivere in sicurezza attorno alla centrale esplosa nel 1986 tra circa 24mila anni.