Il primo comune della Lombardia a chiudere di nuovo la scuola

·2 minuto per la lettura
Scuole chiuse
Scuole chiuse

I contagi di Coronavirus nelle classi erano troppi, per questo a Casorezzo, piccolo comune di 5mila abitanti in provincia di Milano, il sindaco ha deciso di chiudere tutte le scuole. L’aumento dei casi iniziava a preoccupare troppo, per questo il primo cittadino ha dovuto prendere questa decisione, particolarmente sofferta, su indicazione di Ats (Agenzia di tutela della salute) in accordo con la Prefettura.

Scuole chiuse a Casorezzo

Non è una decisione che un sindaco prende a cuor leggero, anzi a dire il vero è l’ultima cosa che avrei voluto fare” si legge sulla pagina Facebook del comune. Pierluca Oldani, sindaco di Casorezzo, ha confermato su Fanpage.it che questa è una decisione molto sofferta, ma ha dovuto chiudere le scuole a causa dell’aumento dei contagi. “Non sono molto soddisfatto e se non ci fosse stata l’indicazione di Ats probabilmente avrei continuato a tenerle aperte” ha spiegato il primo cittadino, secondo cui la didattica a distanza non è la soluzione migliore. “Io razionalmente lo capisco, ma sono per far continuare la scuola. Ci sono diverse famiglie che fanno fatica economicamente e anche tecnologicamente. Per quanto stiamo lavorando all’istallazione della fibra ottica in tutto il paese, questa non arriva ancora a tutti” ha spiegato il sindaco.

Le classi in quarantena dell’Istituto comprensivo “Duca d’Aosta” erano 8 su 19. Il numero dei ragazzi in isolamento e dei positivi tra gli insegnanti hanno spinto il dirigente dell’istituto a chiedere misure immediate. Il sindaco, in collaborazione con Ats e il prefetto, ha ordinato la chiusura della scuola primaria e secondaria per dieci giorni, a partire dal giorno in cui è stato segnalato l’ultimo caso positivo. Questo significa che il 9 novembre tutti i bambini e i ragazzi potranno rientrare a scuola. “Prima di martedì faremo una nuova sanificazione dei locali. Spero che mi dicano di riaprire” ha spiegato il primo cittadino. La scuola materna è rimasta aperta ma con un’indicazione molto precisa. “Qualora dovessero esserci fratellini o sorelline di bambini e ragazzi che appartengono alle classi in isolamento, anche i piccoli dovranno rimanere a casa” è stato richiesto.