Il primo dpcm di Draghi segue gli scienziati

Pietro Salvatori
·Giornalista politico, Huffpost
·2 minuto per la lettura
02/03/2021 - 13:50:46 Gli zaini sospesi o attaccati ai cancelli chiusi delle scuole durante la protesta a Napoli delle ' Mamme no Dad ' che hanno manifestato avanti a numerosi istituti cittadini esponendo anche cartelli e disegni, 6 novembre 2020. (Photo: ANSA/CIRO FUSCO)
02/03/2021 - 13:50:46 Gli zaini sospesi o attaccati ai cancelli chiusi delle scuole durante la protesta a Napoli delle ' Mamme no Dad ' che hanno manifestato avanti a numerosi istituti cittadini esponendo anche cartelli e disegni, 6 novembre 2020. (Photo: ANSA/CIRO FUSCO)

Scuole chiuse anche in zona gialla e arancione, ma solo in quei Comuni e in quelle Province dove i contagi superano i 250 casi ogni 100 mila abitanti. Passa la linea del ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, che fino all’ultimo si è opposto a chi nel governo ha spinto per una stretta che comprendesse anche l’intera zona arancione. “Chiudiamo prima i negozi e i centri commerciali”, il senso del ragionamento di Bianchi, che nonostante le preoccupazioni dell’ala più rigorista del governo ha intercettato la sensibilità sul tema di Mario Draghi, malgrado M5s, Pd e Leu (con sfumature diverse) abbiano evidenziato alcune perplessità sulla facoltà di dire stop alle lezioni in presenza senza prima aver chiuso ogni altra attività potenzialmente veicolo di contagio, con Lega e Forza Italia sulle posizioni opposte.

Assunta la decisione in poco più di un’ora di vertice a Palazzo Chigi, presenti anche gli esponenti del Comitato tecnico scientifico, è stato il successivo incontro con le Regioni a far registrare qualche tensione. Roberto Speranza e Mariastella Gelmini hanno illustrato una decisione che va in direzione di quanto chiesto proprio dai governatori, che hanno sollecitato una stretta alla fine della settimana scorsa. È stata la comunicazione che saranno i governatori a dover richiedere le chiusure locali in zona gialla o arancione ad animare il dibattito. “Se ne deve assumere l’onere il governo”, ha ribattuto Michele Emiliano, facendosi portavoce della posizione di alcuni colleghi.

“Questa misura va incontro a un’esigenza sollevata dai presidenti e che noi abbiamo condiviso”, ribatte una fonte dell’esecutivo che ha lavorato al testo, che aggiunge: “C’è un parere del Cts, c’è la disponibilità del governo, il meccanismo prevede sì l’ordinanza regionale, ma scatta in mo...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.