Il primo obiettivo resta il taglio dei parlamentari, dice Di Maio

alberto ferrigolo

Che la legislatura possa proseguire “dipende dagli altri” risponde Luigi Di Maio, leader 5Stelle in un'intervista al Corriere della Sera. E se non prosegue, “l'alternativa è correre il rischio che aumenti l'Iva per milioni di famiglie e che migliaia di lavoratori si ritrovino senza un'occupazione”.

Di Maio e i 5Stelle sono consci delle proprie responsabilità. “Non scappiamo”, dice in chiara polemica con Salvini, “il M5S c'è” ma “si parte dal taglio dei parlamentari e dal principio che ci vuole rispetto per il Presidente del Consiglio “per quello che ha fatto” e per esser riuscito “a dare un nuovo volto al Paese rimettendolo al centro della comunità internazionale”.

La precisazione di Di Maio fa presumere che il M5s riproponga il nome di Conte per un esecutivo bis o come commissario Ue, ma il capo pentastellato precisa subito: “Non stiamo parlando di poltrone ma di dieci punti su cui mi aspetto una risposta”.

Bene, ma i 5Stelle sono disposti al taglio dei parlamentari passando da una riforma del bicameralismo come chiede il Pd? All'interrogativo Di Maio risponde che “il taglio si fa subito, non si rinvia, non ha senso. In politica per anni abbiamo sentito dire lo faremo, lo faremo. È ora di far e adesso, non domani. Se c'è volontà si fa adesso, è già calendarizzato” ma sul punto preciso della richiesta sembra sorvolare.

Il Pd, nei tre punti di Zingaretti, chiede anche abolizione dei decreti sicurezza, accordo preventivo sulla manovra e revisione del taglio dei parlamentari, viene obiettato al vicepremier e leader del Movimento, ma lui si limita dire di non voler commentare indiscrezioni, “ho visto che sono state smentite”. Insomma, per Di Maio la base per un'intesa con i dem parte “dal primo dei 10 punti, il taglio dei parlamentari” perché “da lì si capisce se c'è davvero la volontà di cambiare le cose”.

Ad ogni modo dopo le consultazioni del capo dello Stato al Quirinale il capo 5Stelle “pare più sollevato”, annota il quotidiano di via Solferino nell'incipit dell'intervista.  Però alla domanda se si riuscirà a definire il quadro di un eventuale patto di governo entro martedì Di Maio risponde semplicemente che “l'obiettivo è dare solidità alla legislatura” la quale “serve soprattutto ai cittadini, alla loro buste paga, a evitare che aumentino le tasse”.

Per questo motivo “è opportuno che si segua la strada tracciata dal presidente della Repubblica per dare certezze al Paese” dice di Maio al quale, a proposito voci di veti sulla sua persona e circa l'intenzione di ricandidarsi come ministro in un nuovo governo, taglia corto: “Non me ne importa nulla della poltrona”. L'obiettivo resta “tagliare 345 parlamentari”, oltre a “a mettere in campo una serie di misure per l'ambiente, a evitare l'aumento dell'Iva, a tagliare il cuneo fiscale alle imprese, ad alzare gli stipendi degli italiani e ad aiutare famiglie e chi soffre di disabilità.