Il processo Bataclan e quella parolina che è vietato nominare

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Hp (Photo: Hp)
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Apprendiamo dal secondo dei magnifici reportages di Emmanuel Carrère pubblicati in Italia da “Robinson” che nella prima fase del processo Bataclan -almeno fino a gennaio, chissà perché- è fortissimamente vietato usare le parole I…m e i…….o e matrice i……a del terrorismo (terrorismo si può dire, ancora) per determinare le motivazioni della carneficina di Parigi del 2015. Non comprendo lo sconcerto e di certo è assurdi pensare che non si possa scrivere I…m o i…….o per paura. E poi paura di che? Delle religioni forse? Ma noi possiamo scrivere benissimo cristianesimo, ebraismo, buddismo, zoroastrismo e come capite non ci sarà alcuna conseguenza, come del resto per i…….o. Si scrive cattolico o protestante, possiamo scrivere benissimo m…….o, e se non lo facciamo è solo per rispettare la saggia decisione del tribunale parigino.

E poi gli i……i non è certo gente che si offenda, gli estremisti i……i non sono suscettibili e figurarsi se possono reagire malamente se qualcuno, in piena libertà e autonomia, decide di non sottostare al divieto di pronunciare parole che si riferiscano all’i…….o, in tutte le sue molteplici forme. Dunque noi non possiamo che attenerci all’ineccepibile decisione di chi ha in mano il processo Bataclan, rimandando sdegnosamente al mittente l’insinuazione che si vogli nascondere per viltà il nesso tra terrorismo e fondamentalismo i……o. Noi siamo liberi e scriviamo I…m come ci pare e piace. Gesù, di cosa dovremmo intimorirci?

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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