Il processo per l'omicidio di Niccolò Ciatti si svolgerà in Italia

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Niccolò Ciatti
Niccolò Ciatti

Il processo per l’omicidio di Niccolò Ciatti, ucciso in una rissa in discoteca a Lloret de Mar, si svolgerà in Italia e inizierà il 18 gennaio 2022.

Omicidio Niccolò Ciatti, il processo si svolgerà in Italia: al via il 18 gennaio

Il processo per l’omicidio di Niccolò Ciatti, giovane fiorentino che nel 2017 è stato ucciso durante una rissa in discoteca a Lloret de Mar, si svolgerà in Italia. La famiglia di Niccolò ha ricevuto la notifica per la prima udienza del giudizio immediato disposto dalla procura di Roma a carico di Rassoul Bissoultanov, estradato dalla Germania in esecuzione di un mandato di arresto europeo. Il dibattimento inizierà il prossimo 18 gennaio davanti alla Corte d’Assise.

Omicidio Niccolò Ciatti, il processo si svolgerà in Italia: “Merita giustizia”

Un passo vero verso quella giustizia che Niccolò merita” sono state le prime parole di Luigi Ciatti, il padre del giovane ucciso. “Una giustizia italiana che si è mossa ed è riuscita in pochi mesi ad arrivare a una data d’inizio processo. È l’inizio, il percorso è lungo, sia per questo processo ma anche per riuscire a processare l’altro ceceno colpevole quanto il primo. Non ci arrendiamo finché avremo forza. Vogliamo giustizia per Niccolò” ha aggiunto l’uomo, sottolineando che lui e la sua famiglia non hanno nessuna intenzione di arrendersi.

Omicidio Niccolò Ciatti, il processo si svolgerà in Italia: “Speriamo in una condanna molto alta”

Rassoul Bissoultanov, cittadino russo di origine cecena accusato di aver ucciso il ragazzo, è stato consegnato dalle autorità tedesche all’Italia. “È una buona notizia, ma non posso dire sono contento perché la contentezza è un’altra cosa” aveva commentato Luigi Ciatti a Fanpage.it. Aveva spiegato di essere convinto che l’Italia possa essere il luogo dove Bissoultanov può rimanere più a lungo in carcere. “Noi speriamo in una condanna molto alta, noi vorremmo l’ergastolo. L’assassino non ha nessuna intenzione di riabilitarsi, ma di fuggire, lo ha già dimostrato. Non è pentito, e l’unico posto dove è giusto che stia è in carcere, anche come esempio per altri come lui” aveva dichiarato il padre del ragazzo.

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