Il procuratore che ha usato la figlia come esca per catturare un pedofilo

Gabriele Fazio

Ali Mohammad Lajmiri, 76 anni, è stato fermato dalla polizia della contea di Santa Clara, a San Francisco; l'accusa è quella di atti lascivi su minore. Il minore in questione è una ragazzina di 13 anni e l'uomo è stato incastrato grazie ad un video girato proprio dal procuratore distrettuale della contea, nonché padre della ragazza molestata, utilizzata di fatto come esca per catturare Lajmiri. Una storia che sa di romanzo e ricorda nello specifico “La promessa”, di Friedrich Dürrenmatt, pubblicato nel 1958, dal quale poi Sean Penn nel 2001 ha tirato fuori un film omonimo altrettanto grandioso con Jack Nicholson.

In quel caso si trattava di un poliziotto ossessionato dal desiderio di prendere un criminale e disposto anche a gesti estremi. Ma la ragazza utilizzata nel libro non era la figlia. Lajmiri invece è stato seguito dal padre per giorni, durante cinque diversi incontri con la figlia minorenne, assistendo a baci sulla fronte e tentativi di approccio disgustosi. All'ultimo incontro la ragazza si presenta addirittura con un auricolare ed è il padre, secondo quanto raccontato da The Mercury News, a suggerirle di permettergli di toccarla, ma non sul seno o sulle gambe. La storia si conclude bene, con l'arresto di un uomo che aveva seguito ogni giorno, durante la passeggiatina col cane, la figlia dell'uomo sbagliato.

La polizia non gradisce l'iniziativa

Ora però quell'uomo, il procuratore, è nei guai con la stessa polizia alla quale ha consegnato il video, l'utilizzo dell'esca non è affatto piaciuto agli agenti: “Ha dichiarato di averlo già fatto diverse volte", ha scritto sul rapporto il sergente investigatore Sean Pierce che si sta occupando del caso. “Ha diretto (la vittima) suggerendole di lasciare che (l'indagato) la toccasse se lo avesse incontrato, ma se fosse il seno o tra le gambe ad allontanarsi. Ha incaricato (la vittima) di lasciare che (l'indagato) si identifichi e ha incaricato (la vittima) di camminare avanti e indietro lungo il percorso designato e di non interagire con nessuno per molto tempo".

Un piano ben preciso insomma, per punire quell'uomo che già dagli inizi di ottobre aveva avvicinato la ragazzina indecorosamente. Lajmiri sempre secondo quanto scrive il quotidiano locale, si sarebbe difeso parlando di gesti paterni e di non ricordare i dettagli essendo affetto da Alzheimer. Nel frattempo la preoccupazione tra gli agenti di polizia che si occupano del caso aumenta considerato che le immagini girate dal padre potrebbero non essere ammesse come prova in tribunale. Il capo della polizia di San Jose, Eddie Garcia, ha rifiutato di commentare il caso e il coinvolgimento del procuratore, ma ha sconsigliato ai cittadini di farsi giustizia da soli.