Il procuratore di Tivoli Francesco Menditto ad HuffPost: "La tragedia di Monterotondo si poteva evitare"

Luciana Matarese

 

Quello che succedeva in quella casa, balconcino e finestra al primo piano di uno dei palazzoni gialli - giallo, rosso: qui a Monterotondo Scalo gli alloggi popolari si distinguono per colore - lo sapevano tutti. Grida, botte, minacce, Lorenzo Sciacquatori, ex boxeur aveva precedenti per maltrattamenti in famiglia, aggressione a pubblico ufficiale e violenza a terze persone. E adesso, quando la tragedia si è consumata - Sciacquatori ucciso da una coltellata sferrata dalla figlia Deborah “per difendere sé stessa e sua madre” - la domanda che rimbalza con maggiore insistenza è “Si poteva evitare”? Per il Procuratore di Tivoli, Francesco Menditto, sì, si poteva evitare. “Quello che è accaduto a Monterotondo lo vediamo accadere tutti i giorni. Succede da Lampedusa a Bolzano”. È questo, per Menditto, l’aspetto più importante su cui riflettere ora che “la tragedia” - sono ancora parole sue - di Monterotondo si è compiuta. La violenza contro le donne, la necessità di denunciare, di rompere quello che lui stesso definisce “il clima di omertà”. HuffPost ha raggiunto Menditto qualche ora dopo la conferenza stampa nella quale il Procuratore ha annunciato la firma da parte della Procura del decreto di remissione in libertà per Deborah Sciacquatori - l’accusa nei suoi confronti derubricata da omicidio volontario in eccesso colposo di legittima difesa.

Fatti del genere, diceva, li vedete accadere tutti i giorni.

“Sì, non succede solo a Monterotondo. È necessaria la fiducia nelle istituzioni e rompere il clima di omertà che regna negli episodi di violenza contro le donne all’interno delle mura domestiche”.

Tornando ai fatti di Monterotondo, Procuratore, la decisione di rimettere in libertà Deborah Sciacquatori è maturata anche dalla legge sulla legittima difesa di Salvini?

“No, non c’entra nulla, l’ho spiegato anche in conferenza stampa”.

Lei ha spiegato anche che Deborah ha agito “per difendere sé stessa”.

“Per difendere...

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