Il prodigio della liquefazione del sangue di San Gennaro si è compiuto

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Miracolo
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In occasione del secondo giorno di preghiera, il sangue di San Gennaro si è sciolto e il miracolo è stato mostrato ai fedeli presenti all’interno del Duomo di Napoli.

Napoli, miracolo di San Gennaro: il sangue del santo patrono si è liquefatto

Nella giornata di domenica 2 maggio, nel corso del secondo giorno di preghiera, il sangue del santo patrono di Napoli si è liquefatto.

Dopo la mancata liquefazione della reliquia osservata nella giornata di sabato 1° maggio e nella mattinata di domenica 2, il miracolo di San Gennaro si è finalmente compiuto generando giubilo tra i fedeli impegnati in preghiere e celebrazioni eucaristiche all’interno del Duomo.

La notizia è stata diramata ufficialmente attraverso una nota pubblicata sul sito della Diocesi che riporta le seguenti parole: “Alle ore 17:18 del 2 maggio, secondo giorno di preghiera, si è ripetuto il prodigio della Liquefazione del sangue di San Gennaro”.

Napoli, miracolo di San Gennaro: il fallimento di sabato 1° maggio

Nel corso di sabato 1° maggio, l’abate della Cappella del tesoro di San Gennaro, Vincenzo De Gregorio, aveva formalizzato che il prodigio della liquefazione del sangue del santo patrono non era avvenuto, gettando nello sconforto la città di Napoli e non solo.

La comunicazione è stata diffusa rispettando le regole previste dal rito, ossia a conclusione della celebrazione religiosa svolta in ricordo della traslazione delle reliquie di San Gennaro. La celebrazione, infatti, si svolge tradizionalmente il sabato che anticipa la prima domenica di maggio.

Al momento della comunicazione relativa al mancato compimento del miracolo, accanto all’abate Vincenzo De Gregorio, si trovavano anche l’attuale arcivescovo di Napoli, Domenico Battaglia, e il suo predecessore, Crescenzio Sepe.

Napoli, miracolo di San Gennaro: l’omelia dell’arcivescovo Battaglia

Il miracolo del sangue di San Gennaro si tiene a Napoli tre volte l’anno: l’appuntamento che solitamente caratterizza gli inizi di maggio, infatti, si accompagna a quello previsto per il 19 settembre, giorno dedicato al santo patrono, e quello che cade in dicembre.

A questo proposito, inoltre, è importante sottolineare che lo scorso 16 dicembre 2020 la cerimonia organizzata presso il Duomo partenopeo si era conclusa senza che il prodigio si compisse. Nel caso in cui l’assenza del miracolo si fosse ripetuta anche a maggio, quindi, la comunità religiosa avrebbe assistito a un nuovo fallimento che avrebbe profondamente scosso i fedeli.

Una simile circostanza, fortemente paventata nella giornata di sabato 1° maggio, era stata commentata dall’arcivescovo di Napoli Battaglia che, durante l’omelia pronunciata, aveva invitato i fedeli a “non cedere alla tentazione di sostare sulla soglia della superficie, incuriositi dal prodigio, afferrati dalla brama di voler leggere in esso buoni auspici o presagi nefasti per il nostro futuro: il sangue, sia che si sciolga, sia che resti nella sua immodificata sacralità, ci rimanda al sanguedi Cristo, nel cui mistero pasquale ancora ci troviamo e che ancora dà il senso alla grande e intensa icona del sangue che si scioglie”.

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