Il prof dalla parte dei non vaccinati: “Rifiuterò di fargli lezione in Dad: è discriminatorio"

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Saverio Mauro Tassi (Photo: youtube)
Saverio Mauro Tassi (Photo: youtube)

“Se i miei studenti non vaccinati contro il Covid saranno costretti a finire in didattica a distanza, mi rifiuterò di fare lezione rimanendo in aula a discutere della incostituzionalità di questo provvedimento governativo e di cosa fare per contrastarlo. E spero che dagli studenti in presenza, verso quelli in dad, emerga un orientamento solidale”. A parlare all’Adnkronos è Saverio Mauro Tassi, professore di storia e filosofia presso il liceo scientifico statale “Albert Einstein” di Milano che nei giorni scorsi - dopo la notizia delle misure previste nel decreto del 5 gennaio per la scuola - ha preso posizione contro la decisione di differenziare la Dad a seconda che gli studenti risultino vaccinati o meno.

I ragazzi immunizzati, infatti, potranno rimanere in classe in caso di due positivi mentre i non vaccinati dovranno andare subito in didattica a distanza. “Chiariamo subito che io sono vaccinato ed in attesa della terza dose e la prego di scrivere che ho 66 anni, so dunque di cosa parlo”, precisa all’Adnkronos il docente. Il professore prosegue definendo “inaccettabile l’obbligo degli studenti ad autodichiarare il proprio stato vaccinale” perché

“contraria ai principi elementari di pedagogia perché non sarebbe una dichiarazione spontanea, libera, ma obbligata, indotta. È un’altra misura che, insieme alla differenza di trattamento fra studenti vaccinati e non vaccinati, imposta per decreto per gestire i contagi, favorirà la conflittualità fra famiglie e fra studenti”.

“Sappiamo benissimo che i giovani, a parte rari casi, non corrono rischi e che non ha senso imporre l’obbligo né tanto meno situazioni discriminatorie... I rischi vanno contenuti in altro modo: con sanificatori dell’aria, con le mascherine, come abbiamo fatto nel nostro liceo... Non chiudendo in Dad i non vaccinati”, continua il professor Tassi.

Da qui l’appello del docente ai suoi colleghi ad attuare lo ‘sciopero bianco’:

“Ho ricevuto centinaia di apprezzamenti e l’impegno di molte persone ad aderire. Ma attendo che sia la Rete nazionale scuola in presenza ad assumere l’iniziativa: nel caso in cui in una classe siano mandati in dad studenti non vaccinati, io propongo ai colleghi di sospendere lo svolgimento del programma e di discutere con la classe della costituzionalità di questa norma. E se ci fosse una importante partecipazione proporrei anche uno sciopero della fame. È una questione di sensibilità pedagogica”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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