Il programma elettorale di Boris Johnson

Cecilia Scaldaferri

Nuovi fondi per sanità e forze dell'ordine, con 50 mila nuove infermiere e 20 mila nuovi agenti, insieme alla promessa di ridurre le tasse per le società, di introdurre un sistema a punti sul modello australiano per controllare l'immigrazione e di portare a conclusione la Brexit a gennaio. Questi i punti principali del manifesto elettorale dei Tory presentato dal premier britannico Boris Johnson a Telford, in Inghilterra, in vista delle elezioni del 12 dicembre.

L'inquilino di Downing Street ha assicurato che, in caso di vittoria, i Tory investiranno altri milioni di sterline ogni settimana in scienza, istruzione e infrastrutture, e ha posto l'obiettivo per zero emissioni nette di Co2 per il 2050. Tutti risultati che verranno raggiunti senza aumentare l'Iva o l'imposta sul reddito.

Le reazioni dell'opposizione

Immediata la risposta del leader laburista, Jeremy Corbyn, che lo ha definito "un piano pagato dai miliardari, scritto per i miliardari e a beneficio dei miliardari". "Ma il problema - ha aggiunto - è che il resto di noi dovrà pagarlo". "Dopo un decennio in cui i conservatori hanno tagliato sanità, polizia e scuole, tutto quello che Boris Johnson sta offrendo è più tagli, più fallimenti e altri anni di incertezza sulla Brexit", ha affermato il leader laburista, sostenendo che al premier "non può essere data fiducia".

Duri anche i Lib-Dem: il numero 2 del partito, Ed Davey, ha sottolineato che le promesse di BoJo "non valgono la carta sulla quale sono scritte". "Il manifesto Tory e' costruito su una menzogna: che la Brexit possa essere attuata senza causare anni di caos e danni alla nostra economia". "L'accordo sulla Brexit di Johnson, appoggiato da Farage lascerà il Regno Unito con 70 miliardi di sterline in meno, il che significa meno soldi da investire nelle nostre scuole, ospedali e per affrontare l'emergenza climatica", ha affermato, sottolineando che "il modo migliore per costruire un futuro più luminoso è fermare l'uscita dall'Ue cosi' da poter investire i 50 miliardi di sterline del bonus Remain nei servizi pubblici e per combattere l'inuguaglianza".