Il prossimo governo sarà un mix di tecnici e politici

Giovanni Lamberti
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AGI – Con la delegazione del Pd e delle altre forze politiche che sono arrivate alla Camera per le consultazioni, Mario Draghi si è congedato sempre con una semplice richiesta: vi chiedo di avere fiducia, di credere in me e nel mio operato. Parole rassicuranti, anche se non per tutti.

Non lo saranno probabilmente per la Lega e per il Movimento 5 stelle che si aspettano delle garanzie sui temi che verranno portati avanti. Il premier incaricato ha cominciato a svelare le carte: sarà un governo tecnico-politico, ha spiegato, farò io la squadra e sarà composta di persone capaci.

E sul fatto che il sostegno è ampio e non sarà facile rivolgersi a tutte le forze politiche che puntano ad appoggiarlo, si è limitato ad osservare: le scelte saranno politiche ma tutti sono consapevoli della gravità del momento.

Ecco, il riferimento che l'ex numero uno della Bce ripete in ogni occasione è legato alle emergenze che deve affrontare il Paese, mentre temi come la giustizia e la legge elettorale saranno lasciati al Parlamento.

Al momento i nomi della lista di ministri non ci sono. Non saranno solo dei tecnici d'area, anche perché il Movimento 5 stelle non lo appoggerebbe.

Un ‘big' della maggioranza fa i conti: 12 politici e il resto tecnici. Probabilmente non ci saranno i leader, anche se Draghi non avrebbe escluso questa pista.

Oltre ad alcuni componenti del Conte 2, ovvero Lamorgese, Guerini, Speranza, Boccia, Patuanelli e Di Maio, si fanno i nomi di Cartabia, Cottarelli, Scannapieco, Reichlin, Franco. Ma è possibile che dell'argomento se ne parlerà al secondo giro anche se Draghi avrebbe fatto capire di non voler trattare sui nomi, di volerne discutere direttamente con il Capo dello Stato Mattarella.

Nel caso chiedesse ai vertici dei partiti che appoggeranno il suo governo dei nominativi si assicurerebbe ovviamente che non ci siano ‘veti' reciproci. L'obiettivo del premier incaricato, viene spiegato da fonti parlamentari, è proprio quello di evitare condizionamenti, nella convinzione che occorra fare bene e presto.

Oltre ad aver incontrato Leu, Iv, Pd e FI, l'ex numero uno della Bce ha avuto diversi contatti telefonici, tra cui uno con Berlusconi che non è arrivato a Roma per cautelarsi dopo i guai fisici di alcune settimane fa.

Draghi si augura un coinvolgimento ampio, non ritiene – ha fatto intendere – che possano scaturire dei problemi qualora arrivasse il via libera anche della Lega.

Mi farebbe piacere una maggioranza ampia per arrivare fino a fine legislatura con un governo solido, ha sottolineato. Mettendo in cima ai suoi pensieri il ‘Recovery plan' e la necessità di agire contro l'aumento del debito e della disoccupazione.