Il pub "Mafia capitale", l'ultimo affare di Buzzi. "Bobo Craxi verrà a suonare"

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Salvatore Buzzi (Photo: Ansa)
Salvatore Buzzi (Photo: Ansa)

″Questa è la mia quarta o quinta vita, ho perso il conto″. Lo afferma in un’intervista a ‘La Stampa’ Salvatore Buzzi, ex ras delle coop rosse e imputato principale insieme a Massimo Carminati del processo ‘Mafia capitale’, che ha aperto un pub alla periferia est di Roma, dove i panini hanno nomi ispirati al mondo della criminalità romana. Perché chiamarli in questo modo? ″Non banalizzo il male. Semmai esorcizzo i gravissimi errori giudiziari. Perché siamo stati vittime di questi nomi. La nostra inchiesta si è alimentata della fiction. Era la fantasia che rincorreva la realtà: Carminati sembrava il capo di tutta Roma″.

Quando gli viene chiesto se ci sia anche il panino Carminati risponde: ″Certo che c’è: il panino Samurai. Non penso se la prenda. Anzi, se viene mi fa piacere. Dovrebbe venire anche il mio amico Bobo Craxi a suonare″.

Buzzi commenta anche la vicenda processuale. ″Ho pagato. Sono stato condannato per 65mila euro di tangenti quando fatturavo 180 milioni. Quelle tre tangenti sono una cosa banale″. Un reato sì ″ma sono cifre ridicole.
Il resto era tutto un darsi da fare per farmi pagare dalla pubblica amministrazione. In cambio, assumevo il figlio o sponsorizzavo qualcosa. Non è corruzione, semmai concussione″. Buzzi racconta di voler dimenticare il passato e il mondo di mezzo, che ”è finito”. “Ora faccio solo il ristoratore. Spero in una nuova vita″.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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