Il pubblico dell'Eliseo assolve l'"imputata" Caterina de' Medici

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Roma, 27 feb. (askanews) - La giuria social di Radio Luiss ha condannato Caterina de' Medici per la strage degli Ugonotti. La Regina consorte di Francia, sul banco degli imputati per la Storia a Processo, è stata ritenuta responsabile dalla maggioranza degli utenti che seguono via social la radio dell'ateneo (67 contro 33%) di avere ordinato nella notte San Bartolomeo l'uccisione di migliaia di protestanti, secondo le stime 5.000-30.000 morti.

Decisamente favorevole (70 contro 30%) alla sua innocenza, invece, il pubblico dell'Eliseo, dove mercoledì 26 febbraio si è svolto il processo alla "Regina Nera", terzo appuntamento romano della stagione 2019-2020 del format ideato e curato da Elisa Greco.

"Verdetto interessante su Caterina de' Medici, che ci fa porre l'attenzione su quanto la Realpolitik susciti dibattimento e discussione al di là del tempo. L'azione politica comporta l'assunzione di responsabilità che poi sarà la Storia a giudicare", ha commentato la curatrice Greco.

Sul palcoscenico trasformato in un'aula di tribunale si è processato un personaggio controverso, ovvero la Regina nera, una donna orfana e bruttina, chiamata in modo dispregiativo "la piccola fiorentina", che è stata però capace di dominare la scena politica di Francia nel Cinquecento per quasi mezzo secolo: l'accusa era quella di avere obbedito alla Ragion di Stato e di avere calpestato l'etica nell'uso del potere a lei attribuito ordinando la strage del 24 agosto 1572 a Parigi.

"Quale è la vera Caterina: un mostro sanguinario o una regina di pace? E' stata vittima di congiure di Palazzo che hanno voluto assegnare a lei la strage o l'istigatrice di un efferato massacro?", ha chiesto la vice-presidente Luiss ed ex ministro della Giustizia Paola Severino, nei panni di una brillante presidente di Corte che ha raccomandato alla giuria di tenere ben presente la differenza tra "sospetti" e prove di colpevolezza.

Per la Pm Antonia Giammaria "Caterina non era solo una Regina nera perché vestiva a lutto dopo la morte del marito re, ma anche perché aveva una coscienza nera".

Ma per l'avvocato della Difesa, Antonio Catricalà, "Caterina è stata l'unica vera vittima di questa storia, una vittima designata, una donna non nobile arrivata in Francia, che ha insegnato ai francesi l'uso della forchetta, del tovagliolo e perfino della biancheria intima e che qualche nefandezza l'avrà fatta ma erano forme per giungere al bene della collettività".

A impersonare Caterina de' Medici, una convincente, anche nella lunga mise nera, Alessandra Necci, scrittrice e biografa, autrice del recente libro "Caterina de' Medici. Un'italiana alla conquista della Francia" (Marsilio): "La leggenda nera è stata costruita durante il mio regno e dopo perché ero donna e italiana", si è difesa Necci, sottolineando che la sua "unica colpa è quella di avere fallito", ma "non di avere comandato la strage". "Siccome la storia la scrivono i vincitori, io non ho vinto, vinceranno altri dopo di me", ha detto ancora.

"Consapevole o inconsapevole lei ha armato le mani che ha portato a 30.000 morti", ha accusato il testimone dell'accusa Giancarlo Leone. "Voi uccidereste una persona per salvarne 100? La Ragion di Stato non è altro che questo", ha detto invece il testimone della difesa, il machiavellico Tommaso Labate.

La Storia a Processo torna al Teatro Eliseo a Roma il prossimo 1 aprile con il processo a "Giuda", quarto e ultimo appuntamento della stagione romana del format ideato e curato da Elisa Greco. A decidere saranno il pubblico in sala e la giuria degli studenti Luiss, attivamente coinvolti da questa edizione con il verdetto social.