Il punto del Premier Conte dal Consiglio Europeo

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recovery fund conte negoziato
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Arrivato alla quarta giornata di trattative sul Recovery Fund, il Premier Conte si è detto cautamente ottimista per la svolta raggiunta nella notte tra domenica 19 e lunedì 20 luglio. Vale a dire l’apertura da parte dei cosiddetti paesi frugali alla possibilità di dare il loro ok a 390 miliardi di sussidi.

Recovery Fund: Conte parla di una svolta

Stiamo offrendo una risposta europea e non possiamo scherzare più. Lo dobbiamo ai nostri cittadini colpiti dalla gravità delle conseguenze della crisi. Non è tempo di tergiversare“, ha aggiunto il Presidente del Consiglio. Ha inoltre assicurato che si impegnerà fino alla fine affinché le risorse stanziate siano cospicue e favoriscano la ripresa.

Ha poi spiegato che durante il confronto avuto con gli altri leader europei ha espresso la necessità di non riempire il piano di ostacoli che ne compromettono l’efficacia, richiamando tutti ad un’assunzione di responsabilità. “Stiamo offrendo una risposta europea, non possiamo guardare il nostro ombelico nazionale“, ha sottolineato Conte.

La nuova proposta dei paesi frugali

Continuano ad esserci le divisioni dei paesi nordici sulla proposta di mantenere il pacchetto di aiuti anticrisi a 750 miliardi di cui 400 di trasferimenti a fondo perduto e 350 di prestiti. Olanda, Austria, Svezia, Danimarca e Finlandia hanno infatti inizialmente insistito per ridurre l’intero pacchetto a 700 miliardi di cui 350 di aiuti e 350 di prestiti.

Essendo diversi stati contrari, Svezia e Finlandia hanno quindi espresso parere favorevole a concederne 375 a fondo perduto. Per mediare tra tutti i contendenti il presidente Michel presenterà una nuova proposta formale basata su una dotazione di 390 miliardi di euro di sovvenzioni. Ci sarebbero però sconti (rebate) sul bilancio europeo più bassi rispetto alla precedente.