Il punto del virologo Fabrizio Pregliasco sul caso del ritiro del vaccino

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AstraZeneca cosa succede seconda dose
AstraZeneca cosa succede seconda dose

La notizia del ritiro del vaccino AstraZeneca in tutta Italia dopo i casi di morti sospette verificatesi nei giorni scorsi in soggetti che avevano da poco ricevuto la dose, ha aperto un caso molto delicato che, si spera, troverà una sua soluzione nel parere dell’Ema che si esprimerà nella giornata di giovedì. La vicenda crea inevitabile problemi anche al piano di vaccinazione italiano che, oltre ai rallentamenti, dovrà ora risponde a coloro che hanno già ricevuto la prima dose del siero anglo svedese e che sono in attesa della somministrazione della seconda. A fornire un parere scientifico sul tema è stato il virologo dell’Università degli Studi di Milano e direttore sanitario dell’ospedale Galeazzi, Fabrizio Pregliasco, in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera.

AstraZeneca: cosa succede con la seconda dose?

Sulle seconde dosi di AstraZeneca attese da un milione e centomila italiani Pregliasco dice: “Abbiamo tempo per decidere in modo ordinato. La seconda dose andrebbe somministrata, come recita la scheda tecnica, dopo dodici settimane dalla prima: sono quattro mesi”. Inutile dunque per il virologo muoversi prima della decisione da parte dell’Ema che lo stesso spera possa aver esito positivo in quanto “la scelta di sospendere il vaccino è stata una scelta politica per garantire al massimo i cittadini, ma la scienza ci dice che il vaccino è sicuro“. Il direttore sanitario dell’ospedale Galeazzi spiega poi come al momento non sianostati riscontrati rapporti di causa-effetto fra la comparsa di questi eventi e la somministrazione del vaccino”. “Non dimentichiamoci – ha aggiunto – che le trombosi sono frequenti: in Italia si segnalano ogni anno 60 mila casi, 1150 alla settimana, 166 al giorno”.

Malgrado l’ottimismo del virologo vi è anche la possibilità che AstraZeneca non superi questo esame di revisione da parte dell’Ema. Cosa accadrebbe dunque in questo caso a chi ha già ricevuto la prima dose di questo vaccino?AstraZeneca – dice Pregliasco – si basa su un vettore virale (un Adenovirus) ed è lo stesso principio con cui è costruito il vaccino di Johnson&Johnson e lo Sputnik russo. Per altri tipi di vaccino, la possibilità di utilizzare due preparati diversi è già stata sdoganata”. Servirebbe dunque un cambio di siero e una riscontrata evidenza che i due vaccini non entrino in contrasto tra di loro: “Per il momento non abbiamo dati oggettivi. Si dovrebbero fare studi in proposito. Anche perché – ha concluso – la vaccinazione non finirà con queste prime ondate, ma è probabile che si dovrà ripetere con richiami modulati anche sulle varianti“.