Urne deserte. Fallisce il referendum per la separazione tra Mestre e Venezia

Alberto Ferrigolo

Non ce l'ha fatta a raggiungere il quorum il quinto referendum per la divisione di Venezia (e isole) dalla terraferma. L'affluenza alle 23 di oggi si è fermata al 21,7%, ben lontano da quel 50% necessario a validare la consultazione.

Si tratta della conferma di un trend che dimostra come dal 1979 ad oggi l'affezione all'idea di separare la Venezia lagunare da quella di terraferma sia andata via via diminuendo. Si è infatti passati dal 79,5% del 1979, al 74,1% del 1989, al 67,9% del 1994, al 39% del 2003 fino al dato di oggi che è quello piu' basso di sempre.

I veneziani e i mestrini sembrano quindi non aver gradito la chiamata alle urne nell'ennesimo tentativo di separare Venezia da Mestre, cioè la laguna dalla terraferma. Tentativo respinto per ben tre volte, ne 1979, nel 1989 e nel 1994 con una maggioranza ampia di No. Mentre la quarta votazione, quella del 2003, come si è visto, è andata quasi deserta, seppur con una percentuale rispetto a quella di oggi. 

Le ragioni del Sì alla separazione, pertanto, sembra destinato a presentarsi come il proposito di una minoranza, anche se pur sempre agguerrita nelle aspettative. Alla fine, a vincere, è stato infatti il partito dell'astensione. Ma è anche la vittoria di chi, anche tra i sostenitori del No alla separazione delle due città di laguna e di terraferma, puntava comunque sul fallimento della chiamata alle urne e del non raggiungimento del quorum necessario a rendere valida la votazione. Cioè il partito del non voto.

Che in questo caso ha ricevuto anche l'involontario “aiutino” al sindaco Luigi Brugnaro, espressione di Forza Italia e del centrodestra, al quale i sostenitori del Sì con il loro voto – ma solo se maggioritario e vincente – si ripromettevano di dare una spallata per detronizzarlo dalla poltrona di Ca' Farsetti, la sede del Municipio che si affaccia sul Canal Grande a due passi dal Ponte di Rialto.

La spallata alla fine non c'è stata. La resa dei conti dei veneziani con il sindaco, accusato di inerzia e di scarso interesse e cura per i problemi della città lagunare, è perciò rinviata a data da destinarsi. E il primo appuntamento con il voto amministrativo comunale avrà luogo al più presto nella prossima primavera.