Il racconto di Silvia: "Così Ciro Grillo e i suoi amici mi hanno stuprata"

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Ciro Grillo (Foto Instagram)
Ciro Grillo (Foto Instagram)

"Mi hanno fatto bere la vodka, afferrandomi per il collo. Poi mi hanno portata nel letto e mi hanno stuprata". Così Silvia, la studentessa che ha accusato il figlio di Beppe Grillo, Ciro, e tre suoi amici di stupro ha raccontato ai magistrati quello che è avvenuto nella villa in Sardegna il 17 luglio 2019. I verbali con la drammatica deposizione della ragazza sono stati pubblicati. Intanto, la Procura di Tempio Pausania ha depositato il nuovo avviso di conclusione delle indagini, nel quale vengono chiarite le responsabilità individuali di tutti i giovani accusati della violenza di gruppo.

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Silvia ha raccontato che la mattina del 17 luglio, alle 5, al momento di lasciare il locale non c'erano taxi. Lei e la sua amica Roberta hanno così accettato l'invito di Ciro Grillo e dei suoi tre amici - Vittorio Lauria, Edoardo Capitta e Francesco Corsiglia - a fermarsi a dormire a casa loro. Qui, dopo una cena insieme, durante la quale Silvia avrebbe rifiutato le avances di Corsiglia, sarebbe iniziata una notte da incubo. 

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Il primo a stuprarla, secondo la sua accusa, sarebbe stato proprio Corsiglia che, entrato nel letto dove lei dormiva, "mi ha preso per i capelli indirizzandomi la testa verso il suo pene, dicendomi cagna apri la bocca e mi chiedeva di fargli sesso orale. Inizialmente ho resistito ma lui continuava a farmi violenza. Io mi dimenavo perché non volevo, ma non riuscivo a contrastarlo completamente perché non mi sentivo bene". 

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Silvia sarebbe, dunque, corse in bagno, ma lì la violenza sarebbe continuata sotto la doccia: "Mi teneva con la mano il collo", ha raccontato la giovane, "tenendomi bloccata di spalle e mi penetrava. Per due volte gli ho detto di smetterla, che era un animale, uno stronzo, ma lui ha continuato più forte, tirandomi i capelli e baciandomi sul collo".

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Dopo la violenza, Silvia avrebbe cercato di svegliare Roberta, che intanto si era addormentata sul divano, per chiederle di andare via subito. "Le dicevo: ‘Mi hanno violentata'. Inizialmente non capiva e glielo ripetevo, poi le chiedevo se potevamo andare a casa. Si è seduta sul divano e mi ha fatto spallucce", ha raccontato Silvia. 

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La studentessa ha poi precisato che gli altri ragazzi l'avrebbero convinta a desistere dall'intenzione di andare via, dicendole che l'unico che guidava era Corsiglia, che in quel momento si era addormentato nel letto. "A quel punto intervenne un altro dei ragazzi, Vittorio Lauria, che nonostante io gli dicessi che un loro amico mi aveva violentata e che loro non erano intervenuti, ha cominciato a provarci", ha raccontato Silvia, "Poi, verso le 9 del mattino, mi hanno fatto bere la vodka, afferrandomi per il collo. Sentivo che mi girava la testa dopo aver bevuto, non ricordo bene. Poi mi hanno portata nel letto matrimoniale e mi hanno stuprata".

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"Sentivo che si chiamavano per nome tra di loro e si dicevano: ‘Ora tocca a me, dai spostati', e sentivo che si davano il cambio", ha denunciato Silvia, "uno mi tirava i capelli e mi tiravano schiaffi sulle natiche e sulla schiena. Mi girava la testa e continuavo a cadere in avanti. Ho visto nero, da quel momento non ricordo più nulla, ho perso conoscenza". 

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Silvia ha raccontato di essersi svegliata solo nel pomeriggio, nuda e avvolta in una coperta, ancora stordita. Il resto è storia nota: dopo una settimana la ragazza ha raccontato tutto a sua madre, poi ha denunciato lo stupro. 

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Nel nuovo capo di imputazione modificato dalla Procura, viene contestata a ciascun giovane la propria responsabilità e alle accuse sono associate le immagini della violenza girate con il telefonino dagli stessi indagati. I quattro giovani, però, continuano a professarsi innocenti.

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