Il racket delle estorsioni torna a fare paura in Puglia

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AGI - La criminalità e il racket delle estorsioni tornano a far paura in Puglia. In particolare nel Foggiano e nel nord barese dove, dall'inizio dell'anno, si contano già quattro attentati dinamitardi. L'ultimo a Foggia, ieri notte, dove un ordigno è stato fatto esplodere davanti alla saracinesca di un negozio di fiori.

Un nuovo anno, il 2022, che si è aperto con la bomba carta piazzata, nella notte tra il 31 dicembre e il primo gennaio, a Canosa di Puglia, nella provincia di Barletta-Andria-Trani, davanti ad uno degli ingressi del centro ricerche della Farmalabor, l'azienda farmaceutica di Sergio Fontana, il presidente della Confindustria Puglia.

Due notti fa bombe sono esplose a San Severo, nel foggiano, davanti ad una nota rivendita di automobili e ad una profumeria. Ingenti i danni causati dalle esplosioni. Cosi come ingenti anche quelli provocati dall'ordigno esploso ieri notte a Foggia nei pressi dello stadio comunale. La bomba è stata piazzata davanti alla saracinesca di un fioraio "La magia dei Fiori".

Una deflagrazione devastante che ha danneggiato la serranda, alcuni arredi interni e parte del muro esterno dell'esercizio commerciale. Lo spostamento d'aria ha rotto anche i vetri del portone di uno stabile adiacente e causato lievi anni ad un'abitazione al primo piano. Dopo qualche mese di apparente silenzio, dunque, la criminalità torna a farsi sentire. E lo fa con le bombe e le estorsioni, uno dei principali business - insieme a quello della droga - delle organizzazioni presenti nel nord della Puglia. E come ha evidenziato l'ultima relazione semestrale della Direzione investigativa antimafia (Dia) sono anche numerosi i contatti, gli scambi e i favori tra la malavita foggiana e quella del nord barese.

Territori dove le estorsioni sono le principali entrate per le casse delle famiglie mafiose: soldi necessari per sostenere boss e parenti in carcere ma anche per investire in altri interessi. Sempre illegali. Come acquistare la droga. In una recente operazione antimafia a Foggia, del novembre del 2020, in cui furono arrestate 39 persone il gip scrisse che "uno dei settori di maggiore interesse è rappresentato dalle estorsioni, realizzate a tappeto nei confronti di tutti gli operatori economici della città".

"Nessuna attività era esclusa dal racket: dalle agenzie funebri ai gestori di slot machine, dagli esercizi commerciali, alle corse dei cavalli. E allora non è una caso se la provincia di Foggia è al primo posto in Italia per le estorsioni secondo la classifica della qualità della vita pubblicata, ad ottobre scorso, da Il Sole 24 ore. Negli ultimi anni tante sono state le operazioni, con diversi arresti. Ma come evidenziato da più parti non basta solo la repressione. Il procuratore capo di Foggia, Ludovico Vaccaro, riferendosi a Foggia parlò "di territorio culturalmente compromesso".

Ancora poche le denunce. Basti pensare che al processo che si sta celebrando nell'aula bunker di Bitonto ad alcune delle persone coinvolte nel blitz antimafia del 2020 solo due vittime, su 26, hanno deciso di costituirsi parte civile. Gli attentati, le bombe nel Foggiano come nel nord barese sono, quasi certamente, una vendetta per chi non ha voluto pagare il pizzo. Sottomettersi alla criminalità. Ma sono anche un monito, un avvertimento agli altri: se non paghi può accadere anche a te.  

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