Il rapper Henri Chardot sprona all'unicità con 'Millennium Legend'

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Ci sono le leggende, come John Lennon o Elton John, e ci sono i comuni mortali che, però, sono tutti pezzi unici sia quando sono in basso, sia quando arrivano in alto diventando artefici di grandi svolte. Si potrebbe sintetizzare così il senso del nuovo singolo del rapper milanese Henri Chardot, 'Millennium Legend', che sprona all'unicità, al sapersi distinguere sia attraverso le parole del brano, sia scegliendo di fondere musica pop e dance music nella cosiddetta Treep House, un movimento con radici internazionali a cui ha dato il nome proprio Henri Chardot che ne è diventato il portavoce con l'intento di dare spazio in Italia a qualcosa di nuovo. Scritto e cantato da Henri Chardot, al secolo Riccardo Beretta, il pezzo è caratterizzato da una struttura radiofonica semplice, in grado di adattarsi alle sonorità tipiche della musica da club, grazie alla presenza di elementi della deep house e slap house internazionale. Un brano, 'Millennium Legend', in cui il rapper cita alcuni dei musicisti più influenti della storia moderna - come John Lennon o Elton John appunto - per trasmettere il messaggio che, in realtà, "ciascuno di noi può fare la differenza, anche nelle cause per cui ci battiamo".

Una posizione in sintonia con quanto oggi Henri Chardot, classe 2000, ha detto a proposito della possibilità di far votare anche i diciottenni per il Senato, cosa che potrebbe diventare realtà con la quarta e ultima lettura di Palazzo Madama alla relativa riforma costituzionale. "Secondo me a 18 anni non si hanno molte le idee chiare sulla società che ci circonda, e credo sia precoce votare per il Senato ma, di contro, la riforma può aiutare a sensibilizzarci, a spronarci ad essere più responsabili ed interessati all'attualità, alla situazione generale, oltre noi", ha sottolineato all'Adnkronos il giovane cantautore che il 2 ottobre compirà 20 anni. "Credo ci sia molta immaturità fra i giovanissimi che sono davvero poco aggiornati e un po' menefreghisti rispetto al contesto generale, soprattutto quando non hanno uno scopo preciso - ha osservato - Io sono fortunato ad avere uno scopo che sento mio, la musica, e cerco di aiutare i miei coetanei a interessarsi di quello che c'è intorno, a non vivere in automatico, lasciando fuori ciò che si pensa appartenga solo al mondo degli adulti". Prima o poi, infatti, tutti diventano adulti e, come ha suggerito sul proprio profilo Instagram Henri Chardot, "il modo migliore di anticipare il futuro, è provare a crearlo".

Questo giovane rapper non manca di determinazione e anche il nome che ha scelto per sé, il nome d'arte, è un'indicazione di marcia e una fotografia di ciò che è fonte di ispirazione: "Il nome di Henri Chardot è ispirato al pittore francese Henri de Toulouse-Lautrec, una delle figure più significative dell'arte del tardo Ottocento. Quando ho visto per la prima volta una sua mostra, le sue opere e la sua firma caratteristica, mi sono illuminato e ho capito che questo grande artista poteva essere la mia ispirazione. Da lui prendo il nome 'Henri' - racconta - Inoltre, questo nome curioso, quanto ambizioso, accoglie alcune commistioni ispirate all'estero, al suo interno. 'Hen' (di Henri) è, infatti, un prefisso d'origine orientale, mentre 'Ot' (di Chardot) è un suffisso francese. Infine, all'interno del nome completo, 'Henri Chardot', si trova il mio nome vero in inglese, cioè R'ichard. Mi chiamo Riccardo. Solo con il mio nome ho scelto di mostrare la determinazione che ho nei confronti della musica, del mio progetto e l'ambizione internazionale che il movimento di cui sono portavoce, cioè Treep House, porta con sè. Insomma, Henri Chardot" è l'espressione della musica originale, ricercata con ambizioni internazionali, senza limiti, nè confini.

(di Veronica Marino)

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