Il Regno della Stupidità Universale/5: se la prendono anche con Romeo e Giulietta

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Hp (Photo: Hp)
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Ci ho messo un po’ di tempo perché ho voluto verificare. Mi sono detto: dai, per quanto stupido sia il Regno della Stupidità Universale, non possono essere così stupidi da mettere sull’avviso gli spettatori sulla immensa pericolosità socio-etico-ideologica del capolavoro di Shakespeare “Romeo e Giulietta”.

Non può essere vero che il Globe Theatre di Londra abbia considerato il testo di Shakespeare intriso di segnali subliminali che potrebbero indurre chi lo maneggia all’uso della “droga”, a manifestazioni di “violenza” e addirittura a tentazioni al “suicidio”.

Non può essere vero, deve essere l’ennesima trovata di quel covo di sarcastici propalatori di paradossali fake news che sembrano vere, che persino la deliberata scelta e correttissima di lasciar interpretare il ruolo di Romeo a un artista di colore sia stata letta come un’inaudita provocazione.

E invece no, è tutto vero, controllato, verificato. La stupidità non è relativa, condizionata, attenuata. È assoluta, proterva, totalmente priva del senso del ridicolo. Si impone la regola, comune alle Università americane che censurano oltre a Shakespeare anche Eschilo, Ovidio, Hemingway, che le scene di violenza, di oppressione, di dolore, di sopraffazione, ciò che viene rappresentato da secoli e secoli da arte e letteratura, debbano essere soppresse per non offendere la delicata sensibilità delle persone oramai infantilizzate.

È tutto vero. Un incubo, ma vero.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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