Il Regno della Stupidità Universale/2: Applebaum e il nuovo totalitarismo

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(Photo: Marinaccio)
(Photo: Marinaccio)

Anne Applebaum non è un’intellettuale che usa le parole a casaccio. E’ una studiosa che ha prodotto tra le migliori ricerche sul Gulag e ultimamente si è fieramente opposta alla deriva autoritaria della Polonia sovranista. Se dunque in un saggio apparso su “Atlantic” si è esposta fino a definire “nuovo totalitarismo” la nuova dittatura oscurantista sul linguaggio che ormai spadroneggia negli Usa e in Europa, allora deve esserci davvero qualcosa di cupo e di torvo che si sta imponendo nel “Regno della Stupidità Universale”.

Scrive Applebaum: “In America, in questo momento, è possibile incontrare persone che hanno perso tutto – lavoro, soldi, amici, colleghi – senza aver violato alcuna legge e, a volte, nemmeno le regole del posto di lavoro. Hanno però infranto (o sono accusati di aver infranto) codici sociali relativi a razza, sesso, comportamento personale o persino all’umorismo “accettabile”, che probabilmente non esistevano cinque anni o cinque mesi fa”. Non cinquant’anni fa, ma cinque.

E aggiunge: se vieni fatto bersaglio dei social network “le persone smettono di parlarti, ti evitano, diventi tossico”, e una lettera scarlatta ti identificherà come nemico del genere umano anche sul posto di lavoro: “Se sei un professore, nessuno ti vuole come insegnante o mentore. Non puoi pubblicare sulle riviste professionali”. Nel Regno della Stupidità Universale non si scherza più. Devi importi l’autocensura su ciò che pensi se non vuoi la lettera scarlatta, l’ondata di fango, la riprovazione orchestrata. Non c’è più bisogno della censura, basta che la previene indossando il bavaglio per non parlare più. Il nuovo totalitarismo, appunto.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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