Il riccio di mare rischia l'estinzione?

Gianni Solinas

"Ricci di mare destinati all'estinzione grazie alla stupida avidità". L'allarme arriva dall'associazione ecologista Gruppo di intervento giuridico che chiede la sospensione della pesca e valuta "pessima" la politica ambientale della Regione Sardegna per la tutela del 'Paracentrotus lividus'.

Il riccio, molto di moda nei ristoranti della Sardegna, è "in via di rapida rarefazione", spiegano gli ecologisti, a causa del "pesante prelievo a fini gastronomici". Un rischio che qualche ristoratore 'illuminato' ha colto tanto da escluderli dal menù, ma si tratta di una minoranza. Da qui l'appello dell'associazione Grig che chiede di rinunciare, per qualche anno, alle prelibate le linguine condite con la rossa polpa del riccio. Un 'sacrificio' sopportabile, tutto sommato.

Ma la battaglia si annuncia difficile - denuncia il Gruppo di Intervento giuridico - anche a causa del prelievo abusivo: non si contano i sequestri da parte delle forze dell'ordine mentre sono ancora allo stadio sperimentale gli allevamenti. Secondo gli ecologisti la situazione "è davvero grave" per cui "necessita forti misure di salvaguardia, quantomeno la sospensione della raccolta per almeno tre anni".

L'associazione attacca soprattutto la Regione, sia la vecchia che la nuova Giunta. "La scorsa primavera - ricordano gli ecologisti - l'allora assessore regionale dell'Agricoltura Pierluigi Caria prorogò assurdamente, su richiesta dei pescatori interessati, la raccolta dei ricci di mare per ulteriori 15 giorni e ora l'attuale assessore Gabriella Murgia autorizza la raccolta di 2 mila ricci al giorno per ogni pescatore professionista fino al 15 aprile 2020, incurante delle richieste di moratoria provenienti da più parti, fra cui le amministrazioni comunali di S. Antioco, Calasetta, Portoscuso". Il Gruppo d'Intervento Giuridico boccia come "follia" i provvedimenti degli assessori e lancia un appello "a tutte le persone sensibili e ai ristoratori" perché rinuncino a consumare ricci di mare.