Il rinvio della riforma delle intercettazioni irrita il Pd

Giovanni Lamberti

Irritazione da parte del Pd, riferiscono fonti parlamentari, per la decisione di inserire nel cosiddetto Milleproroghe il rinvio di 6 mesi dell'entrata a regime delle nuove norme previste nella cosiddetta riforma Orlando sulle intercettazioni.

Le opposizioni nei giorni scorsi avevano parlato di uno scambio tra dem e M5s sulla riforma della prescrizione. Ma la decisione di chiedere il rinvio dell'entrata in vigore della riforma Orlando sulle intercettazioni è unilaterale, spiegano fonti parlamentari del Pd, non se ne era mai discusso. Da qui lo sconcerto da parte dei dem, anche perché - viene riferito - nella scorsa settimana si era deciso di avviare un confronto su tutti i punti sul tavolo, a partire dalla necessità di inserire delle norme di garanzia sulla durata ragionevole del processo.

L'intenzione del Movimento 5 stelle di frenare la riforma delle intercettazioni - viene sottolineato - rischia di complicare il dialogo. Il nodo della riforma della prescrizione non è stato ancora sciolto e anche se l'orientamento è quello di non far convergere i propri voti sulla proposta dell'azzurro Costa che punta allo stop della riforma Orlando, il partito del Nazareno potrebbe presentare una propria proposta o sulla 'prescrizione processuale', ovvero sulla necessità di estinguere l'azione penale qualora un processo dovesse durare non secondo i tempi prefissati, oppure l'allungamento dei tempi di sospensione da 18 mesi a 2 anni dopo il primo grado.

Tra l'altro la maggioranza ha deciso di non inserire il milleproroghe, presentato dal governo come emendamento alla manovra, nella legge di Bilancio.